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Queste le tre fonti dell’ingiustizia. Esse rampollano dalla libidine del potere, della curiosità e del senso , ora da una sola, ora da due, ora da tutte tre insieme. Allora si vive male, contro i primi tre e gli altri sette comandamenti, lo strumento a dieci corde , il tuo decalogo, Dio altissimo  e dolcissimo. Quali vizi possono toccare te, invece, che non sei soggetto a corruzione, quali delitti offendere te, cui nessuno può nuocere? Tu punisci le colpe che gli uomini commettono a proprio danno. Essi anche quando peccano contro di te agiscono spietatamente contro la propria anima, e la loro iniquità s’inganna , guastando e pervertendo la propria natura creata e ordinata da te; facendo un uso smoderato del lecito, oppure bramando ardentemente l’illecito per farne un uso contrario alla natura . Sono anche rei in cuor loro quanti imprecano contro di te e scalciano al tuo pungolo , oppure godono di aver infranto audacemente le barriere della società umana con private consorterie e rapine secondo i propri gusti e le proprie avversioni.

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