trit_Confessiones_III144_95

Mi trovavo con loro, mi piaceva talvolta la loro compagnia, ma le loro imprese mi ripugnavano sempre, i disordini in cui perseguitavano spavaldamente la timidezza dei novellini e li atterrivano con le loro burle non ad altro intese, che a pascere la loro maligna festevolezza. Nessun’altra è più somigliante alla condotta dei demòni, perciò non potevano ricevere appellativo più giustificato che quello di perturbatori dell’ordine, perturbati com’erano essi per primi e disturbati da spiriti beffardi, che occultamente li deridevano e seducevano proprio nell’atto di godere delle derisioni e delle beffe altrui.

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