trit_Confessiones_I93_158

Tu vedi queste cose, Signore, e longanime, misericordiosissimo, veritiero , taci: ma sempre tacerai?  ed ora trai da questo baratro spaventoso l’anima che ti cerca, assetata delle tue gioie , il cuore che ti dice: “Ho cercato il tuo volto; il tuo volto, Signore, ricercherò” , perché lontani dal tuo volto si è nelle tenebre della passione. Da te ci allontaniamo e a te torniamo senza muovere i piedi, senza attraversare spazio di luoghi; oppure bisogna intendere che il tuo figlio secondogenito, di cui parla la parabola , dovette procacciarsi davvero un cavallo, un carro, una nave, o s’involò con ali visibili, o percorse la strada col moto delle gambe per dissipare da prodigo, vivendo in un paese lontano, ciò che alla partenza gli avevi dato, padre amabile per i tuoi doni, più amabile al suo desolato ritorno. No, gli bastò vivere nella sregolatezza della passione, perché questo è davvero un vivere tenebroso, ed è vivere lontano dal tuo volto.

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