trit_DeBelloGallico_I209_67

La cosa che gli sembrò più utile fu di inviare C. ValerioProcillo, un giovane di notevolissimo valore e civiltà, figlio di C. Valerio Caburo, il quale aveva ricevuto la cittadinanza romana da C. Valerio Flacco: gli dava piena fiducia, conosceva la lingua gallica, che Ariovisto parlava piuttosto bene per lunga consuetudine e, infine, i Germani non avevano motivo di essere scorretti nei riguardi di C. Valerio Procillo.

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