Marino Andolina

È il pioniere dei trapianti di midollo in Italia.

Bastano pochissimi minuti per farsi un’idea sulla personalità di questo dottore amatissimo dai suoi ammalati.

Nel video vediamo il dott. Andolina in un incontro a Milano con Davide Vannoni, Nanni Costa (direttore del Centro Nazionale Trapianti), lo scienziato Paolo Bianco,  Francesca Pasinelli (direttore generale di Telethon), ecc. La sala era gremita di ricercatori, degli stessi che, silenziosi in quella circostanza, lo hanno combattuto fino alla fine.

 

 

A nessuno è interessato valutare questi pazienti. Gli ispettori del Ministero non hanno preso le carelle cliniche. Non sono tornati a chiedere il follow-up dei pazienti. Sono là (v. nota 1).

Io non considero comunità scientifica, non considero miei colleghi quelli che hanno messo per iscritto, hanno firmato un documento imprevedibile, ridicolo, orripilante che dice che una provetta era inquinata da macrofagi di cellule staminali senza rendersi conto, se è un esperto, oppure nascondendo che aveva prelevato la provetta sbagliata (v. nota 2).

Non posso accettare che sia mio collega, membro della comunità scientifica, uno che dice che non abbiamo fatto l’HLA di II classe alle cellule staminali. Non ce l’hanno vacca boia. Lo sanno gli studenti del secondo anno di medicina che le staminali non hanno l’HLA (v. nota 3).




E questo è un documento ministeriale con cui si dimostra che la nostra terapia è pericolosa anche perché abbiamo usato cellule di altre persone per cui possiamo trasferire malattie orribili…Allora trentamila trapianti da donatori stranieri non si devono fare, le trasfusioni di sangue non si devono fare. I laboratori certificati AIFA che distribuiscono cellule staminali lo fanno da persone sconosciute cioé da donatori di midollo che il paziente non conoscerà mai, non testate per l’HLA, quelli sì,. La parola pericoloso della metodica Vannoni deriva soprattutto dal fatto che derivano da altra persona. Queste cellule sono testate in un centro trapianti come le cellule di qualsiasi trapianto di midollo. Ora, se non c’è malafede, devo dire che questa comunità scientifica non mi appartiene, non fa parte della mia cultura.

IL NUOVO DECRETO SULLE TERAPIE INDIVIDUALI, IN VIGORE DAL MARZO 2015 (a cose fatte, cioè dopo il sequestro) PREVEDE: art. 2 co. 5. Per la donazione, l’approvvigionamento e il controllo di tessuti e cellule umani, quali materiale di partenza dei medicinali per terapie avanzate si applicano le disposizioni…

Almeno un VACCA BOIA ha sortito i suoi effetti benefici. Le sue cellule erano pericolose anche perché derivavano da donatore!

NOTE

1. Le cartelle dei primi dodici pazienti ci sono, eccome se ci sono. Solo dopo il provvedimento inibitorio dell’AIFA i medici di Brescia furono costretti a fare gli esami strettamente necessari per le infusioni (emocromo, urine, ecc.). Sulla storiella delle cartelle v. QUI

2. Nei macrofagi le proteine MafB e c-Maf reprimono gli enhancer che regolano l’espressione dei geni coinvolti nel meccanismo di auto-rigenerazione tra cui c-Myc e Klf2. Gli stessi Ospedali fecero rilevare che delle due provette sequestrate una era incompleta e, quindi, da non prendere in considerazione. Invece l’Accusa, fino alla fine, si è sempre riferita a questa e non all’altra. Il ministro Balduzzi alla fine conobbe la verità ed emanò il suo decreto facendolo precedere dal significativo documento 58/2013.




3. Le cellule mesenchimali presentano sulla loro superficie una debole positività per l’HLA (human leukocyte antigen) di prima classe e nessuna presenza di antigeni di HLA di seconda classe, responsabili della compatibilità d’organo. Quindi non sono rigettabili da organismi diversi. In più, producono Interleukina 10, molecola inibente le reazioni da rigetto. Non presentano problemi di compatibilità tra soggetti diversi in caso di terapia con cellule staminali mesenchimali, lo sanno anche gli studenti del II anno di medicina ricorda Andolina, eppure veniva impedito di utilizzare cellule da donatore con la conseguenza che coloro che sono colpiti da malattie genetiche sono costretti a soffrire, prendere farmaci inutili e pervenire inesorabilmente alla morte essendo inutile infondere le proprie cellule con uno o più geni difettosi.

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Il Dott. Marino Andolina è stato coordinatore Dipartimento interaziendale trapianti presso il Burlo di Trieste.

PIONIERE DEI TRAPIANTI DI MIDOLLO IN ITALIA, ha eseguito il primo trapianto di midollo nel 1984 e terapie con staminali adulte dal 1986 presso il Burlo di Trieste, riconosciuto all’epoca gioiello della Sanità italiana.

Si è sempre dichiarato disponibilissimo quando il proprio ospedale trasferiva esperienza clinica di alta specialità verso professionisti medici e paramedici di altri Paesi  e poter aiutare bambini in condizioni economiche disagiate. Riporto un episodio (v. QUI): L’Ospedale Infantile Burlo Garofolo di Trieste ha firmato pochi giorni fa una carta d’intenti, con la quale si impegna ad inviare alcuni medici specializzati del “Centro trapianti di midollo osseo e cellule staminali” in Venezuela per un programma di interventi nel campo dell’ oncologia, dell’ ematologia pediatrica e del trapianto di cellule staminali ematopoietiche (Tcse) a beneficio di pazienti venezuelani in età pediatrica (0-18 anni) che versano in condizioni economiche disagiate. L’ accordo prevede che i medici del Centro trapianti triestino contribuiscano al trasferimento di esperienza clinica di alta specialità verso professionisti medici e paramedici venezuelani).

Andolina non è un chirurgo alle prime anni, ha fatto da “levatrice” ad alcuni centri trapianti in Italia negli anni ’80, e poi in Russia e in Iraq (nel 2003 in una situazione certo più difficile che in Venezuela). Riuscirci anche in Venezuela è una sfida aperta a cui Trieste non vuole rinunciare… “Constatato l’entusiasmo e la serietà delle persone con cui sono venuto in contatto fin’ora­ sottolinea il chirurgo­ per questo non avrei dubbi sulla riuscita del progetto. Nel frattempo aiuteremo alcuni bambini venezuelani in Italia nell’attesa dell’operatività del servizio in Venezuela”. A rendere questa sfida sanitaria più interessante è la forte motivazione sociale. “Vogliamo creare un centro trapianti gratuito in un paese in cui molte famiglie non possono permettersi..

Ha pubblicato numerosissimi studi oltre al metodo praticato a Brescia di cui ancora oggi fingono di non accorgersene.

Presente da sempre come volontario in molti teatri di guerra ove si recava con camion pieni di medicinali e se ne tornava con gli stessi camion pieni di bambini da trapiantare. Al riguardo, l’editore Mursia ha pubblicato un suo libro. Una persona normale non si sognerebbe mai di fare una minima parte di quello che lui ha fatto e continua a fare ancora oggi. Tanto meno i suoi detrattori. Egli stesso pubblicava allarmanti reportage che costituivano vere denunce contro i Paesi occidentali. Ha sempre taciuto questa sua “attività” di medico-volontario (la tua mano sinistra non sappia quello che fa la destra) e solo ultimamente ci sta regalando tramite il suo profilo Facebook pagine sconosciute alle cronache ufficiali.

[pullquote-left] La memoria corta del buon giornalismo [/pullquote-left] È da temerari rovesciare fango su di lui, anche se qualcuno  si è permesso di farlo vantandosi, addirittura, di aver pubblicato dei “dossier”. Si tratta di persone che non hanno vergogna a sentirsi “in caduta libera verso la cessitudine” (v. QUI) giustificando tale stato d’animo con notevoli, avvincenti argomenti. L’incarico di demolire una delicata vicenda, che richiedeva approfondimenti da fare con delicatezza e competenza, è stato affidato a simili persone.

Un’altra, ancora oggi, continua a parlare della vicenda. Lo fa dappertutto, da scienzainrete al Messaggero di sant’Antonio (questo articolo è stato pubblicato il 16 settembre 2016 sul Messaggero di sant’Antonio!). Qui l’indefessa giornalista vuole mettere in guardia la povera gente dai ciarlatani. Si dà il caso, poi, che lei stessa il 4 giugno 2014 riconosceva che Andolina era Andolina anche prima di Vannoni. Scrive: assediato da chi accusa lui e la Stamina Foundation di non aver rispettato, e non rispettare, le regole (da quelle della sperimentazione scientifica al codice deontologico dei medici, dalle norme interne agli ospedali fino alle leggi dello Stato), il pediatra amatissimo dai triestini risponde mettendo davanti agli occhi di chi legge una lunghissima serie di casi in cui, proprio grazie alle sue trasgressioni, sarebbero state salvate decine, centinaia di vite umane. Non solo in situazioni belliche estreme, ma già nei primi passi dell’introduzione dei trapianti di midollo osseo in Italia. Andolina infatti è stato tra i primi, nel 1984, a effettuare questo intervento sui bambini. Anche i suoi avversari gli riconoscono straordinarie intuizioni, che talvolta hanno precorso i tempi: la possibilità di prelevare il midollo anche da donatori non perfettamente compatibili…

La preparazione di questa signora e le (volute?) confusioni ad hoc sono evidenti già nel coacervo di affermazioni riportate nella parentesi: non sa (probabilmente!) che a Brescia non si faceva alcuna sperimentazione ma solo terapie individuali per cui le leggi dello Stato non erano quelle alle quali si riferisce ma altre totalmente diverse. Sulle norme interne le consiglio di consultarsi con il dott. Fulvio Porta. Data la conoscenza che mostra su aspetti essenziali della vicenda, si può facilmente immaginare a quali conclusioni sia giunta nella sua sterminata produzione contro Stamina.
Questa stessa persona è stata finanziata da Elena Cattaneo. Lo rileviamo tramite uno dei siti web della Cattaneo dal quale riporto: Scienzainrete lancia un progetto di giornalismo investigativo, finanziato dai cittadini, per fare chiarezza sulla vicenda. I soldi raccolti tramite  crowdfunding serviranno per supportare il lavoro di due giornalisti scientifici, Antonino Michienzi e Roberta Villa, che per due mesi si occuperanno di raccogliere tutti i documenti necessari per dare una risposta ai punti oscuri della vicenda, e alle domande dei malati e della popolazione. LA NOBILE MOTIVAZIONE: Scienzainrete, in ricordo di Romeo Bassoli, «vuole trovare strade innovative per sostenere il buon giornalismo reso difficile in Italia dalle condizioni del mercato editoriale». L’annuncio è QUI. Conoscendo il mecenate e maestro, il titolo del libro non poteva essere che Acqua sporca.




E così, la stessa giornalista che aveva scritto Andolina infatti è stato tra i primi, nel 1984, a effettuare questo intervento sui bambini. Anche i suoi avversari gli riconoscono straordinarie intuizioni, che talvolta hanno precorso i tempi IMPROVVISAMENTE PARLA DI LUI COME DI UN DISPENSATORE DI ACQUA FRESCA in un libro promosso da Cattaneo.

Conclude il suo impegno, sempre dal sito della Cattaneo, partecipando con Corbellini, con l’associazione Coscioni e con coloro che sono allineati con Cattaneo, a chiedere la revoca della disposizione che destinava a Vescovi i tre milioni di euro rimasti inutilizzati per la sperimentazione Stamina (sperimentazione impedita nonostante fosse stata disposta da una legge). I detrattori, alla fine della vicenda, litigarono tra loro per spartirsi i trenta denari!

Come mai non mi sono stupito che Vannoni non fosse un medico? Era il presidente di un’associazione, il direttore scientifico era Andolina e questo per me era una garanzia. Così ha risposto al giudice il dott. Fulvio Porta, Coordinatore del progetto di collaborazione con Stamina a Brescia, direttore del Dipartimento di Oncoematologia pediatrica e trapianto midollo osseo pediatrico del Civile. Ma ora il dott. Andolina non c’è più e Vannoni è rimasto da solo con le sue debolezze che potrebbero procurargli danni e fango senza disporre di argini.