VS_Mauro Ferrari

Mauro Ferrari è uno scienziato italiano all’estero, un numero uno al mondo nel campo della nanomedicina.

Presidente e CEO dell’Institute of Academic Medicine del Methodist Hospital System

È stato Fondatore e Presidente del Department of Nanomedicine and Biomedical Engineering (nBME) che, grazie al successo del suo programma di ricerca, è stato il primo dipartimento al mondo di nanomedicina istituito presso una facoltà universitaria di medicina. Un curriculum da far tremare i polsi!

Nel suo laboratorio sono nate tante aziende nel campo delle biotecnologie. Una di queste è quotata al Nasdaq e vale un miliardo di dollari, i dipendenti sono 22mila. Tra non molto renderà disponibile un nanofarmaco in grado di combattere varie forme di cancro con metastasi.




Dopo la bocciatura del primo Comitato Scientifico previsto per la sperimentazione del metodo Stamina, il Ministero della Salute lo invitò a Roma (pagandogli il viaggio in aereo) chiedendogli di presiedere il nuovo Comitato scientifico. Lo scienziato venne in Italia e Lorenzin il 28 dicembre 2013, nello stesso giorno in cui si svolgeva la Conferenza dei genitori a Roma, diffuse questo comunicato asserendo di aver individuato i nomi del secondo Comitato Scientifico che sarebbe stato presieduto dallo scienziato italiano all’estero: Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha selezionato i nomi che comporranno il Comitato scientifico in esecuzione dell’ordinanza del Tar del Lazio e tenuto conto di quanto indicato dall’Avvocatura generale dello Stato. È stato individuata la figura di un presidente garante di alto livello, non della materia ma riconosciuto internazionalmente per qualità scientifica.

Lo scienziato era davvero di livello elevato e non si trovava neppure in conflitti di interesse! Ma, appena il Presidente designato manifestò la sua intenzione di essere neutrale e di voler fare le cose per bene visitando i pazienti e visionando le loro cartelle cliniche, apriti cielo! (a proposito di cartelle si consiglia di dare uno sguardo a La storiella delle cartelle).

Cliccare sul quadrato vuoto per attivare il video e ascoltare le dichiarazioni dello scienziato italiano all’estero (che torna in Italia ogni mese per incontrare gli amici al bar, parenti e parrocchiani).

 

Riporto lo stralcio di un’altra intervista:

Ha visto la lettera degli scienziati italiani (Garattini, Remuzzi, Vago, Zangrillo)?
“Le ragioni dei colleghi sono tirate per i capelli. Dicono che sono pro Stamina, quando ho solo detto di non essere né a favore né contro. L’unico modo per valutare seriamente la metodica è essere imparziale. Ma mi sembra che una parte della scienza italiana trovi l’affermazione di imparzialità una cosa offensiva. Sono finito sotto attacco da distinti colleghi che vogliono farmi apparire di parte”.




Alle Iene rilasciò queste dichiarazioni:

Assolutamente non sono a favore della deregolamentazione. È necessario che il Paese abbia regole rigorose per l’approvazione di terapie nuove. È parimenti necessario che le leggi sull’approvazione vengano seguite con grande scrupolo, per garantire quanto possibile la sicurezza e l’efficacia delle nuove terapie, e pure l’uso ottimale delle risorse del sistema sanitario.

Aveva persino osato, nel territorio italiano, mettersi contro l’AIFA senza sapere che Chi tocca l’AIFA muore:

La caratteristica un po’ unica che ha l’Italia è il fatto che nella stessa autorità statale si riuniscano tre poteri che in altri Paesi sono disgiunti: l’approvazione delle nuove terapie, il loro ingresso nel prontuario dei farmaci coperti dal sistema sanitario nazionale, fatte salve le relative discrezionalità regionali, e la definizione del prezzario per le terapie.

La reazione di Paolo Bianco

Il ministro dovrebbe astenersi dal nominare un comitato inutile per effetto di una sentenza grottesca (ndr non sapeva nemmeno che la sperimentazione era stata prevista dalla legge 57/2013 e non da una sentenza). Le dichiarazione del presidente designato del Comitato, Mauro Ferrari  confermano l’inopportunità della sua nomina. Sono inadeguate le sue competenze specifiche a presiedere un comitato scientifico di per sé del tutto inutile, è inadeguato il suo comportamento pubblico prima ancora che ci sia una nomina, e si è addirittura autoinvestito del compito di revisore politico delle norme sulla regolazione dei farmaci. Quello che dice è fuori luogo e va oltre i limiti del suo mandato, peraltro non ancora conferito. Ferrari è indispensabile in Texas, ma certamente dispensabile qui. Ci si chiede chi abbia indicato al Ministro il suo nome e perché.

A dire il vero, credo che quel farmaco in grado di combattere il cancro e le sua metastasi sia indispensabile non solo al Texas ma anche all’Italia e al mondo intero. Ferrari rispose tramite il Corriere in modo pacato ed elegante. Leggetelo l’articolo, è utile per avere una visione panoramica degli effetti che il fango  di questi ricercatori e l’opera di Guariniello producevano su tutti, persino sul ministro Balduzzi che non ebbe più il coraggio di rispondere stizzito ai giornalisti “Ma di che pericolo parlate!”. Il ministro Balduzzi conosceva i reali dati di laboratorio e li conosceva tanto bene che si fece promotore di una legge che autorizzava la continuazione del trattamento Stamina stanziando 3 milioni di euro per la sperimentazione che saranno oggetto di contesa tra questi oppositori quando riuscirono nel loro intento di impedire l’avvio della sperimentazione. Fu uno spettacolo indecente condito di reciproci insulti e parolacce disdicevoli.   

Ferrari non fu più confermato dal ministro Lorenzin. Senza un minimo senso di vergogna, gli fu chiesto persino di restituire il costo del viaggio. Lo scienziato Mauro Ferrari, annota Gioia Locati, ha commentato con amarezza che la richiesta di rimborso delle spese è un monito per quanti, tra le nostre eccellenze all’estero, vorranno in futuro collaborare con l’Italia: non solo gratis, ma a rischio di spesa propria oltre che di massacro mediatico e di fenomeni di rigetto da parte dell’Università italiana.