VS_Lorenzin

“Questa è una conferenza che non avrei mai voluto fare; mi sarebbe piaciuto molto che questa vicenda avesse avuto un epilogo diverso, ma il metodo Stamina non ha i requisiti per la sperimentazione”.

Beatrice Lorenzin, nostro ministro della Salute,  così apre la conferenza stampa del 10 ottobre 2013 comunicando la presa d’atto che blocca la sperimentazione delle cellule staminali mesenchimali a seguito del parere del primo Comitato scientifico (che sarà annullato dal TAR). In altre trasmissioni dirà Io mi sento vicina a tutti i malati e simili altre espressioni ancor più commoventi, quasi struggenti.

Spero che ci sia rispetto del rigore e della serietà con i quali tante persone hanno lavorato sulla possibilità di queste sperimentazioni senza alcun pregiudizio. Ringrazio il Parlamento per l’attenzione che ha posto su questa vicenda, in primo luogo umana, ma dobbiamo avere rispetto del metodo scientifico, che si pone sempre a tutela della salute delle persone.




Subito dopo scrisse sulla sua pagina Facebook Una rigorosa valutazione scientifica non è solo un dovere di legge ma un dovere etico e morale a salvaguardia di noi tutti. Avrei desiderato come tutti voi un differente esito ma non possiamo chiudere gli occhi di fronte ad una analisi accurata.

Carlo Pani, direttore dell’AIFA non fu da meno:

Caro Ministro Lorenzin, l’Agenzia Italiana del Farmaco, riguardo alla sperimentazione Stamina, riconosce l’assoluta correttezza della decisione finale (ndr il TAR espresse un parere diametralmente opposto) che è stata assunta dal Suo Ministero all’esito di questo percorso, in cui siamo stati tutti coinvolti sulla sponda delle emozioni che hanno connotato questa triste e complessa vicenda. D’altra parte, l’assenza dei requisiti scientifici e di sicurezza, accompagnati dalla mancanza di originalità del metodo presentato non avrebbero potuto portare ad alcuna differente decisione. Ora è importante far comprendere alle famiglie colpite da queste gravi disgrazie e all’opinione pubblica che la soluzione non va ricercata nelle false aspettative che vengono offerte senza alcun supporto scientifico, bensí negli esiti scientificamente dimostrati che sono il frutto di un lavoro lungo e faticoso di persone che, con sacrificio, dedicano la loro professione, non al successo personale, ma alla ricerca scientifica.

Parole, parole, parole cantava Mina. Luca Pani, ovviamente, non indica quali sono le terapie per quegli ammalati sintomatici di Brescia per il semplice fatto che non esistono.

A tal proposito, lo scienziato Umberto Veronesi dirà addiritturaSolo da pochi mesi si è conclusa la vicenda Stamina, il laboratorio che promettendo cure risolutive per malattie neurologiche gravissime che spesso colpiscono i bambini, aveva spinto madri disperate ad abbandonare per i figli le terapie scientificamente testate e applicate in tutto il mondo.

Ed Elena Cattaneo non fu da meno, organizzò addirittura una conferenza in Senato per diffondere simili proclami.

Luca Pani è lo stesso Luca Pani che aveva rassicurato il ministro Balduzzi (NON SUSSISTONO SPECIFICHE RAGIONI PER ESCLUDERE CHE POSSANO PROSEGUIRE LA STESSA TERAPIA I DIVERSI PAZIENTI CHE, A GIUDIZIO DEI MEDICI DEGLI SPEDALI CIVILI DI BRESCIA, HANNO AVUTO UN PRIMO TRATTAMENTO, SENZA CHE SI SIANO VERIFICATI EFFETTI INDESIDERATI DI RILIEVO).

Seguirono migliaia di reazioni da parte dei pazienti o dei loro familiari. Non mancarono i commenti a favore, rilasciati da ricercatoricchi e da tanti trolls presenti sui social dall’inizio alla fine della vicenda. Lorenzin collezionò, al 25 novembre, 2266 commenti ed altri 1637 grazie al post che condivise dall’AIFA. Risultano tutt’ora riportati su Facebook, QUI un elenco.

Riporto anche uno dei tanti commenti espressi dai genitori di questi bambini sfortunati. Dopo la manifestazione del 15 ottobre a Milano, Caterina Ceccuti, la mamma della piccola Sofia, bimba fiorentina malata di leucodistrofia metacromatica (una di quelle malattie che Telethon dice di aver “vinto”), consapevole che la terapia per la sua bambina non ce l’aveva nessuno e neppure Telethon, si rivolge nuovamente al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, con questa lettera aperta su Facebook:

Le famiglie si sentono profondamente offese dal muro di indifferenza ed omertà dietro cui vengono costantemente trincerati i nostri malati. Prendiamo atto del Suo stop alla sperimentazione. Ci riprendiamo i nostri bambini e li riportiamo a casa. A morire.

Mi dispiace dovermi rivolgere nuovamente a un foglio bianco piuttosto che direttamente alla Sua persona ma sembra impossibile un confronto diretto tra lei e le famiglie dei 36 pazienti sottoposti al protocollo Stamina presso gli Spedali Civili di Brescia. In un Suo recente intervento televisivo Lei ha dichiarato una serie di inesattezze.

Punto uno: la neutralità della commissione scientifica. Ne è sicura ministro? A me risulta invece che Alessandro Nanni Costa (direttore del Centro Nazionale Trapianti), Maria Grazia Roncarolo (direttore scientifico al San Raffaele di Milano), Paolo Bianco (direttore del Laboratorio di staminali nel Dipartimento di Medicina Molecolare alla Sapienza di Roma) e Fabrizio Oleari (direttore dell’Istituto Superiore di Sanità) abbiano rilasciato interviste e firmato articoli alcune settimane prima di essere da Lei convocati per soprintendere i lavori della sperimentazione. (v. QUI)

Punto due: la presenza di un rappresentante delle famiglie all’interno della Commissione. Non mi risulta che sia stato convocato alcun rappresentante nostro. Per quanto ne so sono stati i genitori – organizzati in un osservatorio – che si sono affacciati al ministero per chiedere di far valere il proprio diritto di rappresentanza (v. QUI).

Punto tre: il ruolo di un ministro è quello di far applicare la legge. Sono parole Sue. Eppure vorrà perdonarmi se Le faccio notare che nei Suoi discorsi viene ignorato il contenuto del Decreto Turco – Fazio, il quale riconosce il diritto al cittadino affetto da patologia con prognosi infausta, in mancanza di valida alternativa terapeutica, di sottoporsi a trattamenti cosiddetti compassionevoli, anche se non sottoposti a sperimentazione. (v. QUI)

Punto quattro: il metodo Stamina è stato trattato troppo in tv e troppo poco nell’ambiente scientifico. Anche qui si sbaglia ministro. Sono i pazienti ad esser stati mostrati in tv, non il metodo. Le assicuro che è difficilissimo per il dottor Marino Andolina riuscire ad essere invitato in una trasmissione per poter approfondire al pubblico le modalità di funzionamento del metodo. Per quanto riguarda la presenza nell’ambiente scientifico, spettava a Lei Ministro – puntualizza la mamma di Sofia – sopperire a questa carenza avviando la sperimentazione che tutti ci aspettavamo, dopo la consegna del proprio protocollo lo scorso agosto. (v. QUI)




Punto cinque: che fine fanno i tre milioni di euro destinati alla sperimentazione? Lei ha dichiarato genericamente che saranno destinati ‘alle malattie rare’. Ciò significa che li destinerà all’assistenza per quelle famiglie che, come Lei stessa sottolinea, si trovano in una condizione di profondo abbandono? Oppure li destinerà alla ricerca? In questo caso quali saranno la struttura e il progetto beneficiari? Dovrebbe essere molto chiara nel rispondere alle famiglie su questo punto (ndr Quei soldi erano stati distratti dal fondo istituito per aiutare le famiglie e, in sordina, furono destinati a Vescovi, uno dei tanti impegnati contro Stamina, suscitando rabbiose rivendicazioni da parte degli altri ricercatori della partita). Nel video che propongo parla esplicitamente di Vescovi: in questo momento c’è un signore che si chiama Vescovi che ha fatto una scoperta incredibile (Quale?).

Punto sei: Lei non ha voluto visitare le famiglie dei malati per evitare quella spettacolarizzazione del dolore che offende la Sua personale sensibilità. Signor Ministro, le confesso – evidenzia – che anche le famiglie si sentono profondamente offese dal muro di indifferenza ed omertà dietro cui vengono costantemente trincerati i nostri malati. Prendiamo atto del Suo stop alla sperimentazione. Ci riprendiamo i nostri bambini e li riportiamo a casa. A morire, non si impressioni Ministro ma i termini sono questi: morire, soffrire. Sarà allora che probabilmente assisterà alla spettacolarizzazione del dolore. (ndr I bambini non sono stati visitati da nessuno di coloro che hanno impedito la sperimentazione).

Quando al posto dei miglioramenti di Sofia, io e mio marito Guido mostreremo i suoi peggioramenti. Mostreremo la patologia che ricomincia a degenerare. Il Suo tentativo di sottrarre una terapia senza offrire alcuna alternativa non può generare altro che il ritorno dell’orrore nelle vite dei nostri malati. Nessuno di noi grida al miracolo – conclude – Desideriamo evitar loro parte del dolore che queste patologie provocano, con una terapia che ad oggi, dopo due anni di trattamento sui primi pazienti, non ha mai mostrato effetti collaterali e che anzi, fino ad oggi ci ha consentito di mostrare al pubblico non quella che lei definisce una spettacolarizzazione del dolore – conclude – ma soltanto della speranza.

La Ceccuti, per brevità, ha omesso tanti altri aspetti oscuri della vicenda, ad esempio il giuramento sulla propria imparzialità fatto dai componenti del Comitato Scientifico, nonostante più volte avessero rilasciato dichiarazioni offensive e denigratorie. Vi sono state molte cose strane in questa vicenda!

Lorenzin non avrebbe voluto dire quel “no”. Lo ripete in tante trasmissioni, rammaricata e commossa, quasi straziata da un dispiacere non represso, giustificandolo con una serie di affermazioni che non stanno né in cielo né in terra:

La Vita in Diretta, 14 ottobre 2013

    • le cartelle sono state esaminate  (il TAR aveva dedotto il contrario);
    • queste persone non hanno seguito un protocollo di sperimentazione con un’analisi da parte di terzi (Lorenzin sa benissimo che il termine “sperimentazione” riferito alle cure di Brescia era del tutto fuori luogo; non si tratta di “sperimentazioni” ma di terapie individuali disciplinate dal D.M. Turco/Fazio che escludeva categoricamente qualsiasi riferimento e obbligo inerente le sperimentazioni);
    • nonostante i rilievi mossi dal TAR, nega che i componenti del comitato scientifico fossero prevenuti;
    • sostiene che c’è un membro dell’associazione delle famiglie pur sapendo che era completamente estraneo agli interessi delle famiglie tanto che anche i due membri del secondo comitato scientifico votarono contro l’inizio della sperimentazione; non ricorda che il TAR aveva duramente stignatizzato  anche tale decisione;
    • non si accorge neppure di toccare il nervo nevralgico: NELL’ANALISI DEL PROTOCOLLO CHE È ARRIVATO, CHE CI È STATO CONSEGNATO, NON DOVEVANO DIRE SE IL METODO FUNZIONAVA OPPURE NO, QUESTO È UN ELEMENTO CHE ATTENEVA ALLA SPERIMENTAZIONE. APPUNTO! LA SPERIMENTAZIONE ERA GIÀ STATA DECISA DAL PARLAMENTO CHE, EVIDENTEMENTE, POSSEDEVA DATI DI LABORATORIO CHE LA GIUSTIFICAVANO. COME MAI  DECISERO DI NON INIZIARLA E COME MAI IL MINISTRO NE PRESE ATTO?;
    • non è una cura compassionevole perché la cura compassionevole richiede che un farmaco sia almeno passato dalla fase 1 della sperimentazione e non sia insicuro (confonde le norme sui farmaci orfani disciplinate dal D.M 8 Maggio 2003 modificato dal D.M. 7/11/2008 con le cure compassionevoli disciplinate dal successivo decreto D.M. 5.12.2006 (Turco/Fazio) Utilizzazione di medicinali per terapia genica e per terapia cellulare somatica al di fuori di sperimentazioni cliniche);
    •   … e adesso è stata accertata anche la sua non sicurezza (dichiarata dal comitato scientifico bocciato dal TAR, smentita dai risultati dei bambini di Brescia e dagli esami di laboratorio che venivano inviati all’AIFA, Ministero, CNT, ISS);
    • la domanda che io ho posto agli scienziati è esattamente quella che tutti ci poniamo. Ho detto ma io ho visto questi filmati, vedo questi bambini che hanno miglioramenti e la risposta che mi hanno dato sono state risposte nel merito proprio nel merito delle singole patologie (ma non dice quali sono le risposte; l’unica risposta certa è questa: in tali patologie neurodegenerative la situazione clinica “degenera” e non è ipotizzabile alcun miglioramento. Allora, ministro, a cosa sono dovuti quei miglioramenti?);
    • in questo momento c’è un signore che si chiama Vescovi che ha fatto una scoperta incredibile sulle cellule neuronali cioè del cervello (v. note al p. 5 post Caterina Ceccuti. Non dice il ministro a quale scoperta incredibile si riferisce. Bisognerebbe spiegare al Ministro della Salute che le cellule “neuronali” non si definiscono così perché sono cellule del cervello ma sono cellule che si trovano nell’intero tessuto nervoso e concorrono alla sua formazione mediante il tessuto della neuroglia, (cellule gliali) e il tessuto vascolare.;
    • un piano oggi si compie – dice il papà di Lorenzo –  un piano diabolico, quello che ha visto bloccati in lista di attesa da aprile decine e decine di bambini nell’attesa di questo giorno, questo giorno in cui la Lorenzin ha decretato la fine di questa cura;
    • Lorenzin risponde: io vorrei dire a quel signore, io non ho la sua cura – Il D.M. Turco/Fazio che Lorenzin cancellerà nel gennaio 2015, prevedeva il ricorso alle terapie somatiche in assenza di una “cura” sperimentata; non sono stata io, è stato il comitato scientifico e l’Avvocatura dello Stato: (non ricorda di aver detto pochi minuti prima che i componenti del comitato scientifico : NON DOVEVANO DIRE SE IL METODO FUNZIONAVA OPPURE NO, QUESTO È UN ELEMENTO CHE ATTENEVA ALLA SPERIMENTAZIONE; e l’Avvocatura dello Stato: tale asserzione è incommentabile; il parere dell’Avvocatura dello Stato, espresso su richiesta del Ministro, è puramente indicativo e non è assolutamente vincolante.
  • Il Ministero della Salute, con d.m. 28 giugno 2013, aveva nominato componenti del Comitato Scientifico (Luca Pani, Alessandro Nanni Costa, Maria Grazia Roncarolo, Bruno Dallapiccola, Generoso Andria, Amedeo Santossuo, e dott.ssa Patrizia Popoli) professionisti che in passato, prima dell’inizio dei lavori, avevano espresso forti perplessità, o addirittura accese critiche, sull’efficacia scientifica del Metodo Stamina. Eppure aveva dichiarato di aver ritenuto essenziale, nella fase formale, il requisito dell’indipendenza dei componenti Comitato scientifico.Prima di esprimere il parere negativo all’inizio della sperimentazione, il Comitato (lo dice il TAR) avrebbe dovuto altresì esaminare le cartelle cliniche dei pazienti che erano stati sottoposti alla cura con la Stamina presso l’Ospedale civile di Brescia i quali pazienti, dai certificati medici versati in atti, non risultano aver subito effetti negativi collaterali. Il Ministro qui dichiara che tali cartelle erano state visionate. La sconfessione di un Ministro della Repubblica da una sentenza del TAR che le contesta la “poca” obiettività del comitato di esperti da “Lei” nominati, equivale ad una ammissione grave in termini di responsabilità diretta nel conferire tale incarico a persone atte a formulare un giudizio già determinato in precedenza.Se i ricorrenti fossero stati messi nelle condizioni di ricorrere, per gli stessi motivi, una seconda volta, contro il secondo comitato scientifico, tecnicamente il ministro in questione si sarebbe posto in una condizione altamente sfavorevole e soggetto a provvedimenti relativi alla sua funzione e persona.

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Se avessimo avuto anche soltanto un appiglio per poterla realizzare questa sperimentazione, anche solo uno, io l’avrei fatta fare. Purtroppo non c’è. Applausi dallo studio!

Giulo Golia de LE IENE, otto giorni dopo, nella puntata del 22 ottobre 2013, si rivolge alla Lorenzin e, con un primo piano, glieli sventola i certificati che attestato diversi “appigli” e non uno solo.

Le Iene, 22 ottobre 2013

In un incontro-dibattito a Milano, il dott. Andolina si rivolse così ai membri della comunità scientifica:

Non posso accettare che sia mio collega, membro della comunità scientifica, uno che dice che non abbiamo fatto l’HLA di II classe alle cellule staminali. Non ce l’hanno vacca boia. Lo sanno gli studenti del secondo anno di medicina che le staminali non hanno l’HLA. E questo è un documento ministeriale con cui si dimostra che la nostra terapia è pericolosa anche perché abbiamo usato cellule di altre persone per cui possiamo trasferire malattie orribili… 

Ma i limiti si possono imporre alla ragione e non alla fantasia. Sempre la Lorenzin, impegnatissima dopo la bocciatura del comitato scientifico ad apparire su tutti i canali TV, in barba alla spettacolarizzazione del dolore di cui si lamentava, se ne inventa un’altra. Afferma su emittenti a diffusione nazionale che le infusioni venivano fatte nel cervello, quindi erano pericolose.

La7, Omnibus, 27 novembre 2013

Il metodo è stato valutato totalmente insufficiente, cioè non ci sono gli elementi neanche per avviare in laboratorio i presupposti per farlo iniziare. In più ha degli elementi, così come ci è stato presentato, di insicurezza per i pazienti. Ricordiamoci che sono iniezioni intratecali, cioè fatte nel cervello (ndr porta la mano destra sulla testa).  e con una sostanza di cui non si sapeva, noi adesso lo sappiamo che cosa ci fosse dentro e come erano differenziati i vari passaggi cellulari.

Eppure sapeva fin dall’inizio che “dentro” c’erano cellule staminali pure e vitali grazie alle analisi di laboratorio inviate da Brescia al suo ministero. Avrebbe anche dovuto sapere che LE CELLULE VENIVANO INOCULATE PER ENDOVENA ED ENDORACHIDEA msc E NON NEL CERVELLO.

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Per chi ha voglia di leggere ancora riporto solo qualche altra chicca:

Lorenzin comincia l’intervento del 27 novembre usando un’espressione comune a tutti coloro che hanno ostacolato tale trattamento pur in assenza di una qualsiasi alternativa terapeutica: Io mi sento vicina a tutti i malati;




È stato un errore parlamentarizzare la questione (Espressione ripresa dalla Cattaneo: La politica ha perso troppo tempo…’). Eppure, nel mese di aprile 2013, in seguito alla presentazione al Presidente del Senato di oltre 200.000 firme, il Senato aveva approvato una legge che permetteva a tutti di accedere al trattamento Stamina da praticare in Ospedali Pubblici forniti di un laboratorio non necessariamente GMP.

Il sistema sanitario ha una questione aperta che è quella di come ‘accompagnare’  (ATTENZIONE: dice ‘accompagnare’ e non  ‘curare’).

’55 59” Io ho trovato 3 milioni di euro dal fondo sanitario nazionale (Furono sottratti, prima che diventasse ministro, ai Servizi Essenziali d’Assistenza (LEA), fondo di assistenza per disabili e, durante la campagna di fango dopo la bocciatura del comitato scientifico, quando dice Stamina non esiste, afferma più volte che quei 3 milioni di euro li avrebbe destinati “alla ricerca”, cioè i beneficiari sarebbero stati i detrattori. E così fece.

’56 Abbiamo aperto in tempi record, abbiamo trovato i laboratori… (La data di inizio della sperimentazione (I luglio 2013) prevista dalla legge 57 del 23 maggio 2013 non fu rispettata. Il decreto fu emesso solo il 18 giugno 2013 e il Comitato fu nominato soltanto il 28 giugno 2013. Successivamente bisognava adempiere a tutto quanto la disciplina richiedeva e fu chiesto il protocollo a Stamina in agosto. Altro che I luglio!

Si è istituito il Comitato Scientifico come previsto dalla Legge (Il TAR del Lazio ritenne che non fosse stato istituito come previsto dalla Legge);

E anche la rappresentanza dell’associazione dei familiari delle malattie rare per valutare il metodo (Tra tutte le famiglie che hanno chiesto l’accesso al metodo Stamina, famiglie quindi direttamente interessate, non ne fece parte neppure una).

ecc., ecc., ecc.