VS_Esami di laboratorio e cartelle cliniche

Sentenza Corte Cassazione:

Quanto alla astratta configurabilità dell’art. 445 cod. pen., va osservato che una delle ipotesi che lo integrano è quella di somministrazione di sostanze medicinali in specie, qualità o quantità diversa da quella dichiarata, anch’essa ritenuta presuntivamente pericolosa dal legislatore e che nel caso del cd. trattamento Stamina un pericolo presunto certamente sussiste, dal momento che a tutt’oggi ne sono sconosciute sia la composizione farmacologica sia l’efficacia terapeutica.

Non si capisce da cosa i giudici di Cassazione traggano giustificazioni per tali asserzioni.




  • In un processo penale, ce lo ha insegnato la stessa Cassazione, è d’obbligo rispettare il principio della non considerazione di colpevolezza e non dedurre la colpevolezza BASANDOLA SULLA PRESUNZIONE.
  • Le terapie individuali non possono omologarsi in alcun modo a terapie sperimentate e, di conseguenza, non si può parlare di medicamento o farmaco scientificamente dotato di funzione diagnostica, profilattica, terapeutica o anestetica, ovvero adibito per predisporre l’organismo ad un esame avente carattere sanitario (Cass. 9.5.1996, Gallico), consistendo esso piuttosto in una terapia non ancora sperimentata, praticata pietatis causa ossia per finalità compassionevole, riservata a malati che non posseggono altre opzioni terapeutiche e che non sono arruolabili in una sperimentazione clinica, e di cui peraltro si sono riscontrati effetti migliorativi, medicalmente accertati, in specifici casi di singoli pazienti.
  • Gli stessi ricorrenti rappresentavano prove viventi della mancanza di pericolosità. Sul prodotto finale che veniva inoculato, sulla sua quantità e qualità ne erano a conoscenza le Autorità competenti.
  • Non si è tenuto presente, inoltre, che, trattandosi di terapie individuali (c.d. cure compassionevoli) e non di sperimentazione, era consentito svolgere solo esami clinici strettamente necessari.
  • Successivamente, stante il provvedimento inibitorio di Luca Pani “IDONEO A TUTELARE LA SALUTE PUBBLICA” (sic!), i sanitari si erano visti costretti a non registrare più la storia clinica dei pazienti.

 

Gli esami di laboratorio relativi al materiale che veniva inoculato erano comunque obbligatori e questi c’erano tutti  e venivano inviati proprio all’AIFA, all’ISS e al Ministero Sanità (v. email di Belleri a una giornalista):

  • TEST DI STERILITÀ che indicavano Conta cellulare/vial precongelamento, Conta cellulare totali precongelamento, Conta cellulare totali postcongelamento, test di vitalità cellulare, Immunofenotipo: CD45+, CD14+, CD19+, CD34+, HLA-DR, CD73+, CD105+, CD44+, CD29+, CD166+, ABC, CD146+, CD117+, CD54+, Test di sterilità (emocoltura aerobi. Emocoltura anerobi, indagine batteriologica per ricerca miceti, valutazione attività telomerasica,
  • ANALISI CITOFLUORIMETRICA dell’immunofenotipo positività, espressione marcatori immunofenotipici specifici delle csm
  • VALUTAZIONE ATTIVITÀ TELOMERASICA
  • MODULO DI CONSEGNA CELLULE con modalità di inoculazione, n. cellule inoculate, volume sospensione, tracciabilità (se eterologo veniva indicato il nome dell donatore) (E POI PERSINO LA CASSAZIONE RIPETE CHE MANCAVA LA TRACCIABILITÀ)
  • INFORMAZIONI E CONSENSO INFORMATO
  • PROTOCOLLO E CRONOPROGRAMMA inerente al percorso diagnostico terapeutico del paziente di cui al ricorso ex art. 700
  • DICHIARAZIONE DI AVVENUTA INFORMAZIONE e consenso ad atto sanitario specifico




Sulle cartelle cliniche poi si è letto di tutto e di più. Dapprima si è detto che non c’erano, poi c’erano ma erano vuote, poi qualcosa c’era ma senza risultati positivi, e così via. Si è trattato di una delle tante storielle che hanno garantito serotonina a gogò e per questo se ne consiglia la lettura a chi desidera aumentare il livello del buonumore.




Il P.M. Guariniello sapeva benissimo che dopo il provvedimento inibitorio dell’AIFA i medici si limitavano a fare le infusioni e non registravano più la storia clinica dei pazienti evitando di fare qualsiasi analisi strumentale. Le cartelle dei primi dodici pazienti ci sono e i risultati sono tutti ben documentati (ascoltate l’intervista al dott. Spiazzi). Solo dopo l’ordinanza dell’AIFA gli ospedali si sono limitati a fare le infusioni eseguendo le ordinanze dei giudici. Le cartelle dei primi pazienti ci sono e ci sono anche tutti gli esami di laboratorio necessari alle infusioni.