VS_La Commissione Senato su Origine e Sviluppo del cosiddetto Caso Stamina

Ai primi di luglio 2013 quando sembrava che dovesse partire la sperimentazione, d’Ambrosio Lettieri, capogruppo Pdl in Commissione Igiene e Sanità al Senato, rilasciava interviste di questo tenore: ci auguriamo che a breve sia accolta la richiesta di svolgimento di una indagine conoscitiva sull’argomento depositata, a nome del gruppo Pdl, in Commissione Sanità.
Il capogruppo PDl, già presidente Ordine Farmacisti di Bari, riteneva assolutamente necessario così come giustamente afferma il ministro Lorenzin e un autorevole esponente della materia, come Umberto Veronesi, che non si creino false aspettative verso una sperimentazione che non è ancora cura e su cui il mondo scientifico internazionale nutre serie perplessità. Ci si proponeva, quindi, di bloccare una sperimentazione decisa da una legge dello Stato. Non se ne fece nulla perché ci pensò il Comitato Scientifico a bloccare la sperimentazione.
d’AMBROSIO LETTIERI SARÀ UNO DEI DUE RELATORI DELLA FUTURA COMMISSIONE DI “INDAGINE SU STAMINA”.




Il parere non poteva considerarsi definitivo poiché era impugnabile davanti al TAR e Vannoni preannunciò il ricorso: Con questo metodo sono curate in questo momento a Brescia 40 persone, senza effetti collaterali e con risultato evidenti che mostreremo al Tar il prossimo 7 ottobre.v. QUI
Gli risposero:
Emilia Grazia De Biasi (Pd), presidente della Commissione Sanità del Senato: Non si gioca sulla salute delle persone né sulla serietà della ricerca scientifica: il comitato chiamato a pronunciarsi sul metodo Stamina è costituito da scienziati di tutto rispetto, Vannoni non si permetta di dire che si tratta di un comitato di parte e ravvisava la necessità di rivedere il protocollo e il finanziamento alla sperimentazione: soprattutto in questi tempi di crisi non si possono dare finanziamenti pubblici a qualcosa che potrebbe essere inutile o addirittura dannoso.
EMILIA GRAZIA DE BIASI SARÀ LA PRESIDENTE DELLA FUTURA COMMISSIONE DI “INDAGINE SU STAMINA“.
Elena Cattaneo, l’esponente regina della situazione. La persona che, appena nominata senatore a vita, senza peli sulla lingua manifestò la sua volontà a cancellare quella vergogna: Il più ciclopico deragliamento che la storia della medicina abbia vissuto. Mi soffermo QUI.
ELENA CATTANEO SARÀ LA RELATRICE DELLA FUTURA COMMISSIONE DI “INDAGINE SU STAMINA”.
Il Comitato Scientifico sarà poi effettivamente bocciato dal TAR che ravvisò gravi violazioni e riprende corpo la richiesta di svolgimento di una indagine conoscitiva di cui parlava d’Ambrosio Lettieri. Infatti, giovedì 12 Dicembre 2013, nella Seduta n. 68, la Presidente della 12ª Commissione Permanente (Igiene e sanità) Emilia Grazia De Biasi, la cui professione è dirigente di partito riferisce che, nell’ambito dell’Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentati dei Gruppi tenutosi l’11 dicembre 2013, è stato convenuto, tra l’altro, di richiedere al Presidente del Senato l’autorizzazione allo svolgimento di una indagine conoscitiva su origine e sviluppo del cosiddetto caso Stamina.
Nel Documento conclusivo approvato dalla Commissione nella seduta del 28 febbraio 2015 si legge
Introduzione: i lavori dell’indagine conoscitiva
Acquisire notizie, informazioni e documentazioni è la finalità tipica dell’indagine conoscitiva come prevista dall’art. 48 del Regolamento del Senato. Su questa chiara direttrice si è articolata l’attività della Commissione nei sette mesi di audizioni relative ad una delle vicende a carattere medico sanitario più oscure degli ultimi decenni.

L’art. 48 recita:

1. Nelle materie di loro competenza, le Commissioni possono disporre, previo consenso del Presidente del Senato, indagini conoscitive intese ad acquisire notizie, informazioni e documentazioni. – 2. Nello svolgimento di tali indagini, le Commissioni non dispongono dei poteri di cui al comma 5 dell’articolo 162, né hanno facoltà di esercitare alcun sindacato politico, di emanare direttive, di procedere ad imputazioni di responsabilità).

Tale ruolo istituzionale richiede quindi neutralità, nessun intento prevenuto, impedisce che si proceda ad imputazioni di responsabilità. L’ESATTO OPPOSTO DI QUANTO È STATO FATTO FIN DALL’INIZIO DALLA PRESIDENTE E DAI RELATORI IN PLURIME OCCASIONI, FIN DALL’INIZIO DELLA VICENDA STAMINA.

Senza dire che hanno completamente ignorato le richieste dei genitori dei bambini a verificare quanto dimostravano circa l’assenza di effetti collaterali e i miglioramenti certificati

I DemocraticiPerMilano, il 30 agosto 2014, caricarono su Youtube questo video che riguarda un comizio politico tenuto dalla presidente:

Nel campo della ricerca io ritengo che ci siano i tre milioni che possono essere spesi fin da ora i tre milioni che erano stati stanziati per la sperimentazione del sedicente metodo Stamina io credo che rispetto ai cialtroni quei tre milioni farebbero bene ad andare alla cura alla ricerca cura malattie rare in particolare SLA come dovrebbero andare in generale alla sperimentazione della ricerca scientifica. Tre milioni sono pochi sono tanti, intanto sono tre milioni.

Fulgida testimonianza del ruolo imposto dal Regolamento! Una testimonianza resa nel bel mezzo dei lavori della sua Commissione che saranno ultimati solo il 28 febbraio dell’anno successivo.




Nel campo della ricerca io ritengo che ci siano i tre milioni che possono essere spesi fin da ora. La presidente aspetta gli applausi, viene seminquadrato Melazzini, poi se la ride e continua annunciando che, rispetto ai cialtroni, quei tre milioni farebbero bene ad andare alla cura alla ricerca cura malattie rare in particolare SLA. 

Quei tre milioni, destinati per l’attuazione della sperimentazione clinica Stamina, erano stati sottratti ai Servizi Essenziali d’Assistenza (LEA) (v. p. 24 del resoconto Assemblea del 20 maggio 2013) per cui gli ammalati rimasero senza sperimentazione, senza cellule e con un fondo assistenza depauperato essendo stati devoluti i tre milioni a coloro che avevano contribuito a bloccare tutto.

 I tre milioni effettivamente furono destinati a Vescovi (che, invero, di milioni ne aveva racimolati già qualche decina grazie anche a mons. Paglia) e rappresentarono oggetto di discordia fra i ricercatori che giunsero persino a scambiarsi gli stessi epiteti che nel passato avevano rovesciato contro Stamina (evitando sempre di riferirsi ad Andolina che di Stamina era vicepresidente!).

Melazzini è un malato di SLA che una decina di anni prima si era recato in Svizzera per sottoporsi all’eutanasia e, dopo dieci anni, vivo e vegeto, stava lì, in un comizio del PD pur essendo un esponente di rilievo del PDL, e sarà  addirittura il futuro Presidente dell’AIFA. Mi soffermo QUI.

A distanza di anni non posso che confermare parola per parola quanto dichiarai a Cinzia Marchegiani, una delle poche giornaliste che hanno seguito la vicenda evidenziando aspetti oscuri e leciti sospetti. Riporto le mie dichiarazioni ma se avete problemi a visualizzarle potete cliccare  QUI