VS_II secondo Comitato Scientifico – “integrato” con rappresentanti estranei ai pazienti

In data 28 dicembre 2013, lo stesso giorno in cui i genitori dei pazienti erano riuniti a Roma ove tennero una conferenza aperta a tutta la stampa (era presente anche la RAI) mostrando per cinque ore una caterva di analisi strumentali, il ministro Lorenzin emana un comunicato per annunciare di aver individuato il presidente del nuovo Comitato Scientifico.

Si tratta di Mauro Ferrari, numero uno al mondo nel campo delle nanomedicine, un nome prestigioso e affidabilissimo. Ma le speranze si spengonoo dopo pochi giorni poiché il nuovo presidente intende effettivamente rispettare le indicazioni dettate dal TAR riscatenando la rabbia dei ricercatori avversari.

In data 4 marzo 2014, infatti, il ministro Lorenzin comunica di aver firmato il decreto di nomina del Comitato Scientifico ma il nome del grande scienziato Ferrari, dopo due mesi non c’è più. Se non l’avete ancora letto, scoprite cosa era successo.

In data 10 giugno 2014 la composizione del Comitato scientifico viene integrata con due esperti segnalati dalle “Associazioni dei malati”. Non si tratta di associazioni dei malati di Brescia, quei malati che chiedevano di accedere al trattamento Stamina o di continuare le cure, ma di associazioni completamente estranee ai malati in lista d’attesa o già in cura, assolutamente non rappresentative degli interessi dei malati coinvolti in questa vicenda e addirittura ostili a Stamina. Nonostante il TAR avesse sottolineato che i pazienti fossero i diretti contraddittori (mi soffermo QUI) il ministro ancora una volta fa orecchie da mercante pur conservando il solito candore di un bambino.

In data 12 luglio 2014 il Comitato si insedia presso l’Istituto Superiore di Sanità. Dalla bocciatura del primo Comitato Scientifico erano trascorsi otto mesi, sette mesi erano trascorsi dall’ individuazione di Ferrari come presidente!  Nei primi di agosto s’incontra con i rappresentanti di Stamina che consegnano il protocollo. Segue la pausa estiva.

In data 02.10.2014, pochi giorni dopo la pausa estiva, si rende disponibile il report del II Comitato Scientifico (Qui la copia tradotta).  Per ammissione dello stesso presidente, i 9 componenti non si sono mai incontrati ma, riscontro da alcune dichiarazioni, vi sarebbe stato un incontro telematico.

In data 08.10.2014 il Ministero, senza averne preso atto e senza dare la possibilità ai ricorrenti di contestarlo, invia una copia al P.M. Guariniello pochi giorni prima dell’ultima udienza davanti al Tribunale del Riesame competente a decidere sull’accoglimento del sequestro delle cellule. Risulta firmato da 5 componenti su nove. I  firmatari sono tutti italiani. I due componenti designati dalla “associazione dei pazienti” Eurordis risultano quindi determinanti nella redazione di quel parere che va contro le aspettative dei pazienti interessati riconosciuti contraddittorio necessario dal TAR del Lazio.

Se volete distendervi un attimo, leggete  la parte finale del report. Dicono che il buonumore sia l’elisir di lunga vita, non perdetevi la conclusione e soprattutto la parte evidenziata:




II Comitato è consapevole del mancato soddisfacimento delle necessità dei pazienti colpiti da malattie neuro degenerative, cosi come delle aspettative dei parenti e del forte potenziale della terapia cellulare. Pertanto, il Comitato dichiara di voler nuovamente assicurare l’opinione pubblica riguardo il valore potenziale della terapia staminate per la cura di determinate malattie. Parallelamente all’iniziativa del govemo italiano di destinare fino a 3 milioni di euro al campo della ricerca sulla terapia cellulare avanzata, il Comitato chiede al Ministero della Sanità di voler iniziare a presentare la richiesta/istanza di applicazione in questo settore in modo da consentire lo sviluppo di cure e terapie per malattie attualmente ancora non curabili.

Dicono in sostanza:

  • il governo ha stanziato 3 milioni di euro al campo della ricerca sulla terapia cellulare avanzata;
  • questi 3 milioni sono stati destinati alla sperimentazione Stamina che noi abbiamo certificato trattarsi di una perdita di tempo;
  • cosa ne dite se quei 3 milioni li date a noi in modo da consentire lo sviluppo di cure e terapie per malattie attualmente ancora non curabili?

Chiaro? Chiedono per sé quei 3 milioni di euro e, in cambio, promettono il cielo. Le malattie non curabili sono oltre settemila e in Italia c’è già chi, disponendo di milioni a bizzeffe, se ne occupa da vent’anni senza aver offerto un protocollo ai malati sintomatici di malattie genetiche. Neppure per una malattia. Quei tre milioni, poi, furono oggetto di contesa e di scambio di offese fra il fronte dei ricercatori che avevano rovesciato montagne di fango contro le cellule di Brescia e Vescovi (primo destinatario).




Vescovi rappresentava Il nuovo caso Stamina e il ricercatore replicava difendendosi come un toro ferito. Riporto una delle repliche:

 Finirà che i soldi non me li daranno più, ma non importa, viviamo in un paese di Pulcinella che per fortuna sto per lasciare. Mi hanno recapitato una copia di una petizione contro di me firmata da tanti nomi illustri: queste persone devono stare attente a ciò che dice (ndr forse voleva dire “a ciò che dicono”). .. L’affondo finale: Troppa gente sa soltanto parlare e quando vede qualcuno che invece fa qualcosa e dà speranza ai malati è capace solo di ostracizzarlo come è successo a me.

A dire il vero anche lui aveva fatto lo stesso contro Stamina e, fino ad oggi, ha beneficiato di decine di milioni di euro da questo Paese anche se, per quanto riguarda la SLA, oggi come venti anni fa, gli ammalati vivono, rectius muoiono disperati. Già, muoiono disperati poiché di concreto c’è solo la speranza, oggi come vent’anni fa, ma chi di speranza vive, disperato muore. È addirittura proverbiale!

In data 24.10.2014, facendo esplicito riferimento a quel report del Comitato Scientifico (che, come vedremo, non aveva alcun valore formale), il Tribunale del Riesame pubblica l’Avviso di Deposito ai sensi dell’art. 128 c.p.p.; conferma l’impugnato decreto di sequestro; condanna alle spese della procedura incidentale i 12 ricorrenti che avevano proposto distinti ricorsi con allegati per un totale di oltre un migliaio di pagine depositate nell’udienza di appena due giorni prima. La decisione era stata presa con la velocità della luce. È nei fatti.