Categoria: Traductor_It_Massaro

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113. Quante cose non sopportò Ulisse in quel suo lungo girovagare per i mari, fino a ridursi a servire le donne, se donne possono chiamarsi Circe e Calipso, ingegnandosi in ogni suo discorso a mostrarsi cortese con chiunque. Nella sua stessa casa, poi, sopportò perfino...

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114.  Ciascuno, dunque, ben conosca la propria indole e sia giudice attento e oculato delle proprie virtù e dei propri difetti, perché non sembri che gli attori siano più prudenti di noi. Gli attori, infatti,non scelgono i drammi migliori bensì quelli più adatti alle loro...

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115. A quelle due, sulle quali mi sono già soffermato, se ne aggiunge una terza, che il caso o le circostanze ci assegnano; ed anche una quarta, che noi stessi liberamente ci eleggiamo. Perchè il regno, il comando, le notabilità, le ricchezze, la potenza, come...

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116. I più prendono quella carriera, nella quale il padre o i loro genitori si segnalarono, e si studiano di farvisi onore anch’essi, come fece Q. Mucio, figliuolo di Publio, nella scienza delle leggi, e Scipione Affocano, figliuolo di Paolo Emilio, nell’arte della guerra. Vi...

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117. Tutte queste considerazioni convien fare, quando si cerca che cosa è il decoro. E innanzi tutto è necessario stabilire bene chi e quali vogliamo essere, e quale istituto di vita abbracciare: determinazione difficilissima oltre ogni dire. Perché, appena giovane, quando la forza della ragione...

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112. E questa diversità d’indole è di tale conseguenza che, per essa, talora, uno deve darsi la morte e un altro, nella sua stessa condizione, non deve. La condizione di Catone fu, forse, diversa da quella di coloro che in Africa si arresero a Cesare?...

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Anzi, sol che vogliamo riflettere un poco sopra l’eccellenza e la dignità della natura umana, comprenderemo quanto sia turpe una vita che nuota nel lusso e si sprofonda nelle mollezze, e per contro quanto sia bella una vita modesta e frugale, austera e sobria.

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107. Si deve anche considerare che noi abbiamo ri cevuto, a dir così, dalla natura due parti da sostenere; l’una comune a tutti, perchè tutti partecipiamo della ragione e di quella dignità che ci distingue dalle bestie, che è principio dell’onesto e del del decoro,...

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108. Molta grazia era in L. Crasso e in L. Filippo; maggiore, e in gran parte cercata, in L. Cesare di Lucio. Al contrario, nei loro contemporanei M. Scaltro e M. Druso, sebben giovane, singolare gravità; molta festevolezza in C. Lelio; nel suo amico Scip...

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109. Poi ve ne sono, da questi molto diversi, d’animo schietto ed aperto, aborrenti dai sotterfugi e dagli agguati, amici della verità, nemici della frode: ed altri, i quali sosterrebbero qualunque travaglio, servirebbero a chiunque, pur di giungere al proprio intento, come vedevamo fare a...