a Rifiuto e pentimento medici

IL RIFIUTO DEI MEDICI

Non regge neppure la considerazione del PM-GIP che i MEDICI SI RIFIUTINO di fare le infusioni.

Lo stesso Presidente UMI di Brescia, in una lettera al direttore de Il Giornale, pubblicata il 24 marzo 2014 e ripresa da diversi giornali,  dichiara che i medici sono stati impediti da un apparato politico-amministrativo: Dire, come viene detto, che nel «caso Stamina» i medici siano stati obbligati dalla Magistratura è, invece, a mio avviso, una forzatura che non serve a nessuno e forse neppure ai medici coinvolti che mi pare la vogliano usare come copertura. Il vero condizionamento è avvenuto ad altri livelli e verosimilmente dall’apparato politico amministrativo. (All. Comunicato UMI).

Infatti, il dott. Fulvio Porta che era stato persino il medico prescrittore delle cure compassionevoli, impedito a continuarle, dichiara durante l’audizione in Regione Lombardia:

So perfettamente cosa infondo: sono cellule staminali mesenchimali, non veleno di serpente.

Stare zitto due anni è stato molto doloroso, io ho operato da professionista: la mia regione, l’Aifa e il mio direttore generale mi hanno detto sì e quindi io ho agito. Io sono un soldatino, mi dicono fallo e io lo faccio.

Il mio impegno professionale, volto ad assistere disinteressatamente bambini gravemente malati, viene oggi messo ingiustamente in discussione… l’audizione odierna è un regalo, è la mia prima opportunità di riferire su una vicenda su cui c’è stato un blackout informativo di due anni da parte nostra.

Nelle due provette analizzate dall’Istituto Superiore di Sanità sono state evidenziate cellule mesenchimali, al 90% erano vive, non è stato trovato veleno di serpenti.

IL DOTT. F. PORTA SAREBBE UNO DI QUEI MEDICI CHE SI RIFIUTANO DI PRATICARE LE CURE COMPASSIONEVOLI CON LE CELLULE STAMINA!

A completare il quadro, il dott. Falsetti, invece di correre in Procura a denunciare l’apparato politico-amministrativo che condiziona i medici, che viola il loro codice deontologico, che impedisce l’inizio e addirittura la prosecuzione dei trattamenti Stamina ostacolando l’applicazione di leggi e ordinanze giudiziarie, dopo pochi mesi, diffondeva tweeter di tal contenuto ‘Unione Medici Italiani’ segnaleremo ai rispettivi Ordini tutti i medici che eseguiranno volontariamente le infusioni. (All. Tweeter UMI).

Persino gli infermieri sono stati diffidati dai propri Ordini.

L’infondatezza del sequestro appare evidente da quanto sin qui è stato riportato.

Il sequestro delle cellule, ottenute tramite un carotaggio previsto dalle leggi dello Stato e da Ordinanze di un Tribunale, legali sotto tutti i punti di vista, necessarie con tutte le evidenze, analizzate e conservate secondo tutte le regole richieste, quale collegamento ha con potenziali vicende giudiziarie che contestano l’uso di uno scantinato di Torino e non ancora giudicate?

Se tanto non si tiene presente, per una serie di motivi risulta del tutto irrazionale la decisione dei medici di sospendere il trattamento Stamina in attesa delle decisioni del nuovo comitato scientifico nominato dal ministero della Salute. Tale decisione appare come logica conseguenza di minacce diffuse dai presidenti degli ordini dei medici e degli infermieri né può ravvisarsi alcuna giustificazione per una serie di motivi:

– Contro l’ordinanza n.1/2012 del 15.05.2012 dell’AIFA gli Ospedali Civili e la stessa Regione Lombardia (quest’ultima con un intervento ad adiuvandum) hanno presentato ricorso davanti al TAR per la Lombardia di Brescia in data 24 agosto 2012, contestando dettagliatamente sia la metodologia con cui le ispezioni sono avvenute, sia i risultati prodotti nonché l’illegittimità del provvedimento per la totale incompetenza dell’AIFA ad intervenire in materia trattandosi di cure compassionevoli e non di sperimentazione: (su questo mi sono già soffermato).

– Il TAR di Brescia, con sentenza del 20 novembre 2013, sancisce che gli ospedali di Brescia sono idonei a trattare cellule staminali: permanendo indubbio anche che il laboratorio dell’Azienda Ospedaliera in discorso fosse, restasse e resti estremamente qualificato, al di la della vicenda in discorso, alla lavorazione e alla conservazione di cellule e tessuti secondo procedure certamente idonee.

– Al punto 2. rileva il comportamento paradossale dell’Azienda Ospedaliera di Brescia che con ricorso n. 925/012 aveva contestato il provvedimento di blocco dell’AIFA e in questa sede, al contrario, è convenuta, insieme all’AIFA, contro i pazienti. Nonostante non si fossero verificati effetti collaterali ma solo risultati migliorativi dello stato di salute dei pazienti. Evidentemente, fin da allora, erano iniziate le pressioni di chi quei risultati non li avrebbe mai voluti.

– Riconosce inoltre che i pazienti ricorrenti hanno diritto a continuare le cure poiché sancito dallo stesso Legislatore con Legge di conversione 57/2013.

– Il Tar del Lazio con ordinanza del 4.12.13 ha statuito l’illegittima composizione del Comitato scientifico nominato dal Ministro Lorenzin perché non è stata garantita l’obiettività e l’imparzialità del giudizio e che i vizi che inficiano la composizione del Comitato scientifico si riflettono sull’obiettività dell’espletamento dei compiti che erano stati ad esso assegnati ..nonché sul parere negativo dello stesso in ordine all’avvio della sperimentazione.

– Un velato rimprovero anche al ministro per non aver svolto un’attività di verifica delle dichiarazioni pubbliche: Considerato che il requisito dell’indipendenza dei componenti il Comitato scientifico è stato ritenuto essenziale anche dal Ministero della salute che, nel d.m. 18 giugno 2013, all’art. 5 ne ha fatto espressa menzione.

– Stamina Foundation, per fugare qualsiasi dubbio, aveva programmato di far analizzare (caratterizzare) le proprie cellule a Miami, centro di rinomanza mondiale, e questo le è stato impedito proprio dall’AIFA, lasciando increduli e arrabbiati tutti i pazienti;

– Quei medici sanno benissimo che, a parte il diritto acquisito, i tempi di vita dei nostri cari sono incompatibili con i lunghi tempi che richiede una sperimentazione clinica.

– La stessa sperimentazione prevista dalla legge 57/2013 avrebbe validato o meno il trattamento Stamina sul piano scientifico. Ma tale sperimentazione, che non è mai iniziata ed è stata sempre rinviata, come tutte le sperimentazioni è limitata ad una sola patologia per pazienti presintomatici o quasi. I nostri cari, d’altronde, per le loro gravi condizioni, non sono candidabili ad alcun trial clinico anche se ci fosse in un qualsiasi angolo del mondo.

– Gli stessi medici hanno dichiarato e sottoscritto che non vi è stato alcun effetto collaterale dopo oltre 400 infusioni.

– I pazienti sono in possesso di certificazioni rilasciate da strutture sanitarie che evidenziano i miglioramenti conseguiti in seguito alle infusioni. Gli stessi Spedali hanno ribadito più volte che vi sono stati migioramentti, producendo in Commissione Senato diversi  documenti.

– La Cattaneo nega i miglioramenti e li ritene ‘fluttuazioni’, non dice, però, che le fluttuazioni, qualora si verificassero, trattandosi di malattie neurodegenerative, seguirebbero inevitabilmente una parabola discendente, verso il basso, verso la degenerazione, verso la morte.

– Il dott. Ottavio di Stefano, lo stesso dott. di Stefano che ha respinto il provvedimento del Tribunale di Pesaro dichiarandolo incompatibile con le proprie convinzioni deontologiche, è stato membro del comitato etico che ha autorizzato quella terapia.

– Il dott. Fulvio Porta ne è stato addirittura medico prescrittore fino al blocco dell’AIFA. Nell’audizione presso la Regione Lombardia, pur dopo la decisione di sospendere il trattamento Stamina, ha difeso il proprio operato dichiarando:

So perfettamente cosa infondo: sono cellule staminali mesenchimali, non veleno di serpente.

Stare zitto due anni è stato molto doloroso, io ho operato da professionista: la mia regione, l’Aifa e il mio direttore generale mi hanno detto sì e quindi io ho agito. Io sono un soldatino, mi dicono fallo e io lo faccio.

Il mio impegno professionale, volto ad assistere disinteressatamente bambini gravemente malati, viene oggi messo ingiustamente in discussione… l’audizione odierna è un regalo, è la mia prima opportunità di riferire su una vicenda su cui c’è stato un blackout informativo di due anni da parte nostra.

Nelle due provette analizzate dall’Istituto Superiore di Sanità sono state evidenziate cellule mesenchimali, al 90% erano vive, non è stato trovato veleno di serpenti.

Perché il dott. Ottavio di Stefano si è rifiutato di ottemperare all’Ordinanza del Tribunale di Pesaro? Può davvero sostenere che si tratti di terapia segreta? (Marino Andolina – In risposta all’ECO di Bergamo Remuzzi, chi era..). Davvero può invocare il codice deontologico? Quali sono i veri motivi che lo hanno costretto al rifiuto?

Nella vicenda è intervenuto persino il presidente nazionale dell’ordine dei medici, l’on.le Bianco (PD). Nella circostanza, Bianco sostanzialmente ha incitato a non prestare assistenza a un bambino con prognosi infausta disattendendo addirittura una sentenza perentoria, incoraggiando sia il presidente dell’Ordine di Brescia, dott. Ottavio di Stefano, sia l’equipe medica, a commettere un gravissimo reato.

L’incoraggiamento (o l’obbligo o la diffida o la minaccia o l’invito), si badi bene, è stato rivolto proprio a colui che, membro del Comitato Etico, dette il via libera alle terapie individuali a Brescia. È rivolto proprio a quei Medici che con quella ‘terapia segreta’ hanno fatto 400 infusioni dichiarandole prive di effetti collaterali e con risultati migliorativi.

Al dott. Bianco rispose la mamma di Federico con questa lettera aperta.

Quali pressioni costringono il dott. Porta, e gli altri medici, a non praticare più la terapia che essi stessi difendono? Che egli stesso difende sapendo benissimo cosa infonde? Che egli stesso difende avendo dichiarato, in un documento sottoscritto da tutti i medici, l’assenza di effetti collaterali? Che egli stesso difende fino ad esserne stato il medico prescrittore?

E come mai l’ISS ha lasciato parlare, e continua a far parlare, di veleno di serpenti, di HIV e di altre cialtronerie?

La Regione Lombardia ha concluso la sua indagine interna, Non aveva rilasciato alcuna autorizzazione perché non era richiesta, trattandosi di ‘cure compassionevoli’.

Nel contempo ha chiesto al Ministero della Salute il rimborso delle spese legali sostenute contro i pazienti dal momento che tale terapia è stata autorizzata da una legge dello Stato.

Se gli Spedali chiedono il rimborso al Ministero si deduce che le pressioni a disapplicare le Ordinanze giudiziarie, incredibile a credersi, provenivano dallo stesso Ministero che le aveva autorizzate.

Lo stesso Direttore dell’UMI diffuse un tweeter, registrato il 4 luglio, ‘Unione Medici Italiani’ segnaleremo ai rispettivi Ordini tutti i medici che eseguiranno volontariamente le infusioni’.

Altro che rispetto per il codice deontologico medico. Come possono dichiararsi disponibili i medici riscontrando che i vertici sono tutti irrazionalmente contro?

E ciò viene confermato dalla stessa Cattaneo in una sua intervista pubblicata sulla solita Nature: we established relationships with doctors at the public hospital that had housed Stamina, which has now distanced itself from Vannoni.

Con tale dichiarazione il cerchio si chiude.

Ora è chiaro chi ha violato il codice deontologico dei medici, perché i medici si astengono pur continuando a difendere il proprio operato, perché la regione Lombardia ha chiesto al Ministero il rimborso delle spese legali sostenute dagli Spedali contro i pazienti dal momento che i giudici applicavano leggi dello Stato. E si è giunti, invece, a invocare il codice deontologico in difesa dei medici di Brescia, si è giunti a chiedere persino l’intervento del CSM e della Procura di Cassazione contro Magistrati che hanno applicato la Legge.

Nonostante l’evidenza dei fatti, Elena Cattaneo, in veste di scienziata, parla invece di impazzimento giudiziario invocando l’intervento del CSM.

I MEDICI PENTITI

PM-GIP sostengono anche che alcuni medici si siano pentiti e vergognati per i propri referti. Ma questi non ci stanno e, per ora, hanno risposto pubblicamente tramite interviste (Io, pediatra, umiliata per aver aiutato Sofia”), (Mastroeni “Vi racconto il mio interrogatorio”), (Villanova – Ministro Lorenzin – Contraddizioni shock). Singolare anche le dichiarazioni di Vito Tortorelli, esercente la potestà genitoriale sul piccolo Daniele.

LE FALSE SPERANZE

Il Consigliere regionale della Lega Nord Paolo Tiramani, intervenne sull’annosa questione delle cellule staminali, il 12 novembre 2013:

È davvero curioso come la neo senatrice a vita Cattaneo, evidentemente divenuta tale più per meriti politici vista la sua vicinanza al Pd che per meriti scientifici visto che non compare ai vertici né delle classifiche mondiali né di quelle italiane dei ricercatori, prenda posizioni drasticamente critiche sulla questione staminali vista la sua condizione di chiaro conflitto d’interesse. La Cattaneo, infatti, è coinvolta nel consorzio di ricerca europeo Neurostemcell, di cui è stata coordinatrice dal 2009. Quindi criticare le ricerche altrui, tipo quella di Vannoni, per portare acqua al proprio mulino non mi pare certo un bell’esempio di imparzialità scientifica.

Forse la senatrice è l’esatto specchio del prototipo di politico Pd ha aggiunto Tiramani -, personaggi che pur di servire la causa del partito sono disposti a pronunciarsi pubblicamente distribuendo aria fritta invece di evidenze e verità.

La realtà è che le sue dichiarazioni sul metodo Stamina hanno creato una grave confusione, visto che lei stessa confonde le cure compassionevoli con la sperimentazione.

La legge Turco-Fazio permette l’utilizzo di terapie non sottoposte a sperimentazioni come cure compassionevoli a malati in fin di vita. Lei invece ha detto che nemmeno le cure compassionevoli si dovrebbero fare, perché non si farà la sperimentazione.

Questa grande confusione sta rendendo sempre più difficile per tutti capire come stanno le cose, creando un effettivo danno ai cittadini e ai malati. Un esempio? Con grande spirito democratico e vera curiosità scientifica la senatrice ha recentemente dichiarato che l’esperienza fatta fino ad ora con Stamina, anche con le cure compassionevoli, oltre a essere bloccata, dovrebbe essere cancellata, scomparire, non esistere più.

E i pazienti che da tale metodo hanno avuto beneficio? Li ha visti? Li cancella pure quelli? Prima di parlare, vada a incontrare uno a uno i pazienti che hanno avuto le somministrazioni e veda i documenti medici che posseggono invece di proporre purghe medioevali sulle ricerche altrui.

La Cattaneo è giunta persino a dichiarare in Senato e a scrivere i proprio pugno che per le nostre malattie (ha citato tra queste il Krabbe da cui è affetto Federico, sic!) la cura c’è e proviene dalle vere cellule. (Le staminali “buone” esistono – ecco come fanno guarire).

E i genitori dei pazienti persero ulteriore tempo per rispondere a Luca Pani che, tramite comunicati pubblicati sul sito dell’AIFA, si vantava di dare concrete speranze (AIFA – da AIFA risposte concrete ai genitori dei bimbi in lista d’attesa).

Queste le risposte dei genitori che da questi stessi vengono definiti disperati (All.Aifa – da AIFA risposte concrete – risposte dei genitori).

Proprio così!

Inoltre, Elena Cattaneo, Michele De Luca, Paolo Bianco si ritrovano insieme in diverse circostanze. Ultimamente hanno sostenuto, contro gli interessi dello Stato, le tesi delle delle case farmaceutiche, quindi anche dell’AIFA, conducendo una vera e propria battaglia contro l’ISS che sanciva l’equivalenza tra il farmaco Avastin (venduto a 20 euro) e il farmaco Lucentis (venduto addirittura fino a 1200 euro appena si scoprirono gli effetti benefici sulla maculopatia). (Roche – Il risarcimento da 1,2 miliardi). La Sifact, la Società italiana di farmacia clinica e terapia presieduta da Mauro de Rosa, continua a frappore ostacoli, nonostante la sentenza chiarissima e Matteo Piovella, Presidente della Società Oftalmologica Italiana, è pienamente consapevole di avere di fronte un nemico potentissimo (All. Roche – Scandalo Avastin-Lucentis).

Nonostante l’evidenza dello scandalo, ci fu chi intervenne contro la Magistratura, incredibile ma vero. . intervennero scienziati  Altri documenti sull’argomento (Critiche al CSS), Scienziati contro il CSS.

Sviluppare Porta alla Regione (so quello che infondo) – La-lettera-dei-medici-di-Brescia-2.pdf