Elena Cattaneo

Elena Cattaneo prima della nomina a senatriceDagli atti del sequestro si può rilevare che hanno collaborato direttamente con la Procura di Torino alcuni ricercatori, ad esempio Elena Cattaneo. Proprio colei che ha attaccato in modo carnivoro il trattamento con staminali fatto a Brescia è stata anche Relatrice di una Commissione (voluta da lei) che avrebbe dovuto preporsi lo scopo di Acquisire notizie, informazioni e documentazioni come prevede l’articolo 48 del Regolamento del Senato da lei stessa citato nell’introduzione alla relazione. Tale articolo avverte che i commissari non hanno hanno facoltà di esercitare alcun sindacato politico, di emanare direttive, di procedere ad imputazioni di responsabilità!

Nell’ordinanza del Tribunale del Riesame del 15 settembre 2014 è riportato a pag. 5: Gli inquirenti effettuavano ulteriori accertamenti anche con l’ausilio della scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo. Non c’è che dire sulla senatrice. Sempre presente in prima linea in questa vicenda, come accusatore implacabile e giudice-relatore in una circostanza istituzionale che presuppone neutralità!

Ma rivestire un doppio e persino un triplo ruolo non è una novità per la Cattaneo. Si leggono anche storie che parlano di  Cattaneo legislatore che stanzia fondi, Cattaneo membro di una Commissione che deciderà l’utilizzo dei fondi e Cattaneo ricercatrice di un Istituto che potrebbe ricevere dei fondi.  Un articolo è intitolato Fondi e ricerca, per Cattaneo tre ruoli in conflitto d’interessi. Si parla di un emendamento comparso nella legge di stabilità approvata in via definitiva al Senato il 22 dicembre scorso (2016), firmato dai senatori Elena Cattaneo e Karl Zeller, che istituisce “presso il ministero della Salute un Fondo denominato ‘Progetto Genomi Italia’, al quale è assegnata la somma di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018“.  L’emendamento prevede anche l’istituzione di una Commissione presso il ministero con il compito di occuparsi della “utilizzazione” e della “gestione” del Fondo. Commissione che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha già nominato il 14 marzo. Della Commissione fa parte la stessa Cattaneo. Leggete il seguito…




Poco prima un altro episodio. Lei e Giorgio Napolitano non votano il decreto sulla scuola per il quale il governo aveva chiesto la fiducia (Napolitano vota contro Renzi per difendere un interesse mostrato da Cattaneo e lo fa suo!).

Si legge in questo articolo che il giorno prima i due parlamentari avevano polemizzato in Aula sul fatto che con il voto di fiducia non sarebbe stato votato un ordine del giorno presentato dalla Cattaneo sul progetto Human Technopole che vale 1,5 miliardi e definisce il futuro dell’area Expo. Quel progetto, per Cattaneo, era “improvvisato e opaco”. Il Governo difese la posizione dell’Iit dalle critiche di Napolitano e Cattaneo: Quanto ai valutatori, saranno nove e tutti operanti all’estero negli Stati Uniti, in Giappone, Germania, Gran Bretagna. Il criterio usato per individuarli è il riconosciuto merito scientifico a livello globale. Sette di loro sono a capo di centri/istituti di risonanza mondiale nelle aree scientifiche di cui si occuperà Human Technopole. Insomma lei, pur compiacendosi e diffondendo l’epiteto di “nipote di Galileo”, era esclusa.

Probabilmente il Presidente del Consiglio era a conoscenza dello stupore manifestato da alcuni giornalisti sulla sua nomina inaspettata e clamorosa da parte di Napolitano (l’ex presidente manifestava dubbi sul costoso progetto e chiedeva “trasparenza”). Probabilmente il Presidente del Consiglio conosceva anche la genesi di quell’epiteto che immancabilmente viene riportato sui siti della Cattaneo diretti e indiretti. Credo sia stato coniato per la prima volta in un articolo di la Repubblica, pochi giorni prima della sua nomina: se era “nipote di Galileo” nessuno avrebbe dovuto meravigliarsi di quella nomina, il giornale, oltretutto, faceva parte del primo o secondo gruppo editoriale d’Italia.

Da allora Cattaneo è di casa nella redazione di questo gruppo (prediligendo la Repubblica e l’Espresso). In occasione della vicenda Human Technopole pubblica su la Repubblica Human Technopole, la scienza all’Expo e la favola del pifferaio. La favola del pifferaio!

Contro il prof. Camillo Ricordi aveva pubblicato un articolo ove sosteneva che lo scienziato (direttore del Centro Trapianti di Miami in Florida e studioso di fama mondiale, vedete un po’ di chi si tratta) confondeva neuroni con lumache. Il professore italo-americano la ignorò limitandosi a riportare sul suo profilo un semplice link che faceva riferimento a una ricerca dove c’era il nome di Arnold Caplan, a detta di tutti tra i primissimi studiosi al mondo sulle mesenchimali.

Il Giornale, subito dopo la sua nomina a senatrice a vita, pubblicava l’articolo Altro che super scienziata – la Cattaneo è solo 440a con sottotitolo: Per il Colle la neosenatrice a vita è “un’autorità mondiale” nella ricerca sulle staminali. Ma una speciale classifica stilata dall’università di Manchester la colloca nelle retrovie.

Un De Feo stupito annotava: Elena Cattaneo è balzata agli onori delle cronache grazie alla inaspettata (e per molti aspetti clamorosa) nomina a senatore a vita da parte di Giorgio Napolitano.

Cosa aveva spinto Napolitano a preferirla a Carlo Croce, Alberto Mantovani, Napoleone Ferrara, Giorgio Trinchieri, Barbaro-Galtieri, Silvia Franceschi, Elisabetta Dejana, Silvia Priori, Daniela Bortoletto, Eva Negri, Annamamaria Colao, Adriana Albini, Anna Di Ciaccio, Luigina Romani, alla stessa Maria Roncarolo di Telethon?

Cosa c’entrava Napolitano nelle questioni farmaceutiche o nelle dispute tra ricercatori al punto da schierarsi con Cattaneo contro Renzi?

Elena Cattaneo non era molto conosciuta prima della sua nomina a senatrice a vita. Era però quasi di casa presso le riviste farmaceutiche Science e Nature, creature di colossi farmaceutici. A Nature si rivolge persino per lamentarsi di sentenze del TAR o del Consiglio di Stato che l’avevano esclusa dai bandi di finanziamento non includendo i progetti che contemplano l’uso di staminali embrionali umane, un tema molto caro a Nature. Anche in tale circostanza Cattaneo è sostenuta dall’associazione dei “pazienti” Luca Coscioni che organizza addirittura una “colletta” per le spese legali nonostante la senatrice si sia data sempre da fare per reperire finanziamenti da capogiro coordinando, ad esempio, il progetto europeo NeuroStemcell o il progetto NeuroStemcellrepair. Nel mondo vi sono tantissimi progetti di ricerca con finanziamenti plurimilionari. Se, per ogni cento o cinquecento progetti, si ottenesse la cura per una sola malattia genetica, la lancetta, dallo zero, si sarebbe spostata alcune decine di volte.




Subito dopo la sua nomina a senatore a vita, Cattaneo alzava sempre più il tiro fino a permettersi di trattare i politici come sprovveduti, di dare dell’incompetente a scienziati che non erano in sintonia con lei, di accusare di “impazzimento giudiziario” oltre 200 magistrati e un intero  tribunale pur sapendo benissimo che quei magistrati applicavano leggi e sentenze, di parlare a nome della comunità scientifica pur sapendo che nella comunità scientifica ci sono cordate l’una contro l’altra per sensibilità, opinioni, interessi differenti e le sue critiche all’ Human Technopole ne erano l’ultima prova. La penultima prova era la cordata che aveva creato per sostenere il farmaco Lucentis contro Avastin.

Elena Cattaneo, Michele De Luca, Paolo Bianco si ritrovano insieme in diverse circostanze, non solo nella lotta contro le staminali che venivano inoculate a Brescia. Ultimamente hanno sostenuto, contro gli interessi dello Stato (pur essendone la Cattaneo senatore a vita), le tesi delle delle case farmaceutiche e dell’AIFA, conducendo una vera e propria battaglia contro altri ricercatori e contro lo stesso ISS che sanciva l’equivalenza tra il farmaco Avastin (venduto inizialmente a 20 euro) e il farmaco Lucentis (venduto inizialmente fino a 1200 euro). v. QUI

La Sifact, la Società italiana di farmacia clinica e terapia presieduta da Mauro de Rosa, ha continuato a frappore ostacoli, nonostante la sentenza chiarissima: una sentenza di condanna di 1,2 miliardi di euro per risarcire il danno allo Stato. I farmaci erano composti con la stessa molecola! L’Authoritye ha comminato alle due aziende, Roche e Novartis, una maxi-sanzione. Contro tale decisione queste hanno presentato ricorso al TAR Lazio che lo ha respinto. I colossi farmaceutici hanno presentato ricorso al Consiglio di Stato che ha rinviato il caso alla Corte di Giustizia UE. Per tanti e tali ostacoli Matteo Piovella, Presidente della Società Oftalmologica Italiana, ha quasi mollato, consapevole di avere di fronte un nemico potentissimo.

Su la Repubblica elogia Iacona, definito liberatore della “ricerca“, condottiero che sfata miti e restituisce dignità ai ricercatori (ma a “liberare” la ricerca pubblica italiana è intervenuto un giornalista, Riccardo Iacona, e la RAI che hanno dedicato una puntata di “Presa diretta” a sfatare miti e restituire dignità ai ricercatori). Rivedetela quella trasmissione, rivedete anche quella sulle staminali di Brescia o sui vaccini e poi andate a leggere i commenti sui social contro quelle trasmissioni ritenute senza contraddittorio, senza l’altra campana. È sufficiente fare una visitina sul sito di Greenpeace, ad esempio, per capire che gli OGM non sono solo rose e fiori e richiedono l’incontro, mai lo scontro, per decidere se, come, quando ricorrere a tale frontiera.

Con la vicenda Stamina la Cattaneo supera se stessa. Quando andava in TV a inveire contro quei “detriti” che venivano inoculati in “poveri” bambini, la senatrice era accompagnata da un rappresentante dell’associazione dei “pazienti” Luca Coscioni. L’accompagnatore non era mai un paziente, magari in contraddittorio con le sue tesi, ma Filomena Gallo, segretaria dell’associazione che ha lottato strenuamente per impedire la continuazione di quel trattamento a Brescia.

Appena nominata senatrice a vita, in questa sua prima intervista rilasciata a Otto e mezzo, dopo aver definito magia le cellule Stamina, creduloni i genitori dei pazienti, sostanzialmente incompetente la classe politica per non aver chiuso subito la vicenda, Elena Cattaneo dichiara  la scienza c’è, è viva, pur sapendo benissimo che per tali malattie la scienza non c’è.

 

I genitori creduloni sono questi:

Video Conferenza – Otto testimoni forniscono alla stampa esami e analisi strumentali che attestano i risultati terapeutici conseguiti dai propri figli o nipoti (ndr era presente tutta la Stampa, compresa la RAI, ma non se ne fece menzione)

 

Alla Lucchini, giornalista della RAI, che le chiede, quando la Conferenza dei genitori è quasi alla fine, Ma come è possibile che tanti genitori parlino di miglioramenti dei loro figli malati? Cattaneo risponde così:

 




Quindi, se ci sono risultati positivi potrebbero riferirsi all’effetto placebo (effetto placebo su un bambino di 2 o 3 anni!) oppure all’autosuggestione (vittime dell’autosuggestione sarebbero oltre ai pazienti anche le analisi strumentali e le strutture ospedaliere che le avevano effettuate!), oppure potrebbero riferirsi a fluttuazioni naturali (di malattie neurodegenerative!). Le rispose il dott. Andolina:

 

Se Vannoni avesse fatto un passo indietro a favore del vero direttore scientifico la situazione non sarebbe degenerata fino a quel punto. Senza dire che Andolina con il denaro ha un rapporto diametralmente opposto rispetto a Vannoni e, data l’impossibile guarigione e riacquisizione delle abilità atletiche, non si sarebbe mai sognato di pubblicizzare il potere terapeutico di quelle cellule con una locandina che riportava un ballerino danzante con stile dopo essere guarito.

Le staminali infuse a Brescia non hanno fatto guarire ma hanno migliorato la qualità di vita in molti casi, soprattutto per alcune malattie e su pazienti piccoli. Questo era già tanto per quei pazienti, gravemente sintomatici, esclusi a priori persino da eventuali trials. In giro per il mondo non vi è uno straccio di terapia ma solo “false speranze” e proclami imbarazzanti.

Lo scienziato Umberto Veronesi dirà addiritturaSolo da pochi mesi si è conclusa la vicenda Stamina, il laboratorio che promettendo cure risolutive per malattie neurologiche gravissime che spesso colpiscono i bambini, aveva spinto madri disperate ad abbandonare per i figli le terapie scientificamente testate e applicate in tutto il mondo. Presumo che Veronesi non fosse a conoscenza che non vi è alcuna terapia scientificamente testata o non testata applicabile a quei pazienti.

Luca Pani sapeva benissimo che non c’erano e non ci sono terapie per quei pazienti di Brescia. Lo sapeva, eppure non si sottrasse alla lusinga dei falsi proclami: Ora è importante far comprendere alle famiglie colpite da queste gravi disgrazie e all’opinione pubblica che la soluzione non va ricercata nelle false aspettative che vengono offerte senza alcun supporto scientifico, bensí negli esiti scientificamente dimostrati che sono il frutto di un lavoro lungo e faticoso di persone che, con sacrificio, dedicano la loro professione, non al successo personale, ma alla ricerca scientifica.

Giunse persino a parlare, tramite il sito istituzionale dell’AIFA, di risposte concrete che l’AIFA dava ai genitori (Da AIFA risposte concrete ai genitori dei bimbi in lista d’attesa). Ma questi, tollerando e compatendo, si limitarono solo a rispondergli (alcune risposte furono raccolte in fondo a questo articolo).

Nessuno, però, superò Elena Cattaneo che in Senato, inveendo contro i ciarlatani, parlava di conquiste inesistenti. Mi soffermerò tra poco, qui di seguito.

Insieme agli immancabili copresidenti Corbellini e De Luca, Cattaneo pubblica un articolo che viene ripreso dall’associazione Coscionidall’annesso partito radicale, dal suo circuito, da Nature, da tutta la stampa nazionale. Attacca i partiti, lo Stato, la Magistratura; si rivolge con disinvoltura al CSM (chiedendo una punizione per i i giudici che avevano applicato la legge), al ministro della Giustizia (che non ravvisò gli estremi che giustificassero un suo intervento), al ministro della Salute (in totale sintonia con lei sin dall’inizio).

 

Tutti i cittadini di questo Paese ascoltano la sua versione dei fatti e poi questi stessi vengono messi in gioco da lei come se fossero loro gli autori delle sue tesi: Tutti i cittadini di questo Paese si chiedono come mai... Identica strategia nella divulgazione delle sue arringhe tramite i media. Descriveva quelle cellule su Nature come se fossero “detriti” e si scandalizzava quando riferiva che su Nature si poteva leggere che quelle cellule fossero “detriti“. L’autore diventava lettore che si scandalizzava per quello che aveva divulgato l’autore (cioè se stesso)..

Se veramente si trattava di “detriti” i direttori dell’AIFA e dell’ISS andavano condannati all’ergastolo per aver rassicurato il ministro Balduzzi.

 

DETRITI“, sosteneva la senatrice.

  • I pazienti e i parenti non possono dare un consenso valido, perché nessuno ha alcuna informazione sul contenuto dei preparati e sui rischi associati al trattamento (mio nipote, il bambino al quale si riferisce, per fortuna non ha subito alcun rischio nonostante sia stato sottoposto a nove infusioni, più di tutti gli altri per i quali sono state effettuate quattrocento infusioni senza effetti collaterali);
  • Le uniche informazioni disponibili dimostrano che in quei preparati c’è il solito intruglio da ciarlatani, le cui dichiarazioni valgono zero (la questione è stata affrontata qui. La Cattaneo ignorava, o fingeva di ignorare, che venivano inviati all’AIFA, all’ISS e al Ministero Sanità, vero Belleri?, tutti gli esami di laboratorio relativi al materiale che veniva inoculato: TEST DI STERILITÀ che indicavano Conta cellulare/vial precongelamento, Conta cellulare totali precongelamento, Conta cellulare totali postcongelamento, test di vitalità cellulare, Immunofenotipo: CD45+, CD14+, CD19+, CD34+, HLA-DR, CD73+, CD105+, CD44+, CD29+, CD166+, ABC, CD146+, CD117+, CD54+; emocoltura aerobi: emocoltura anerobi, indagine batteriologica per ricerca miceti; valutazione attività telomerasicaanalisi citofluorimetrica dell’immunofenotipo positività, espressione marcatori immunofenotipici specifici delle csm; modulo di consegna cellule con modalità di inoculazione, n. cellule inoculate, volume sospensione, tracciabilità (se eterologo veniva indicato il nome dell donatore) (e poi persino la Cassazione ripete che mancava la tracciabilità);
  • Per quanto riguarda i piccoli malati, è chiaro che i genitori che chiedono per loro il trattamento non solo non ne hanno diritto – come ha esplicitamente detto anche la Corte europea dei diritti dell’uomo – ma non stanno agendo nel miglior interesse del minore (FALSO!  v. QUI. Il bambino stava continuando il trattamento e la Corte prendeva atto, senza minimamente eccepire, ed evidenziava che, i pazienti che avevano iniziato il trattamento avevano diritto a continuarlo per volontà espressa del legislatore. Neppure il GIP di Torino si accorse che quella sentenza deponeva a favore dei pazienti ricorrenti sposando l’interpretazione data dalla Cattaneo);
  • In questi casi, dei giudici che applicassero davvero la legge, dovrebbero piuttosto tutelare i bambini dalle sofferenze e possibili danni causati da un’affettività irrazionale. Cioè si dovrebbe considerare di sottrarre a quei genitori la patria potestà e assicurare a quei bambini i trattamenti per cui esistono prove e che non sono pericolosi. Nella vicenda Stamina è saltata completamente la dinamica di controllo equilibrato tra i poteri dello Stato.

Capite? Sostiene tale stomachevole assurdità e denuncia al CSM i giudici di Pesaro (imitati subito dopo da altri) che intendevano far applicare la legge e si scandalizzava per tale adempimento da lei ritenuto forsennato al punto da considerarlo “un impazzimento giudiziario”.

Persino in Senato andava a dire bugie




Il 15 aprile 2014 Elena Cattaneo presentò in Senato gli unici casi di cura con staminali...

Il giorno dopo scriveva un articolo (fatto circolare, come al solito, su tutta la stampa nazionale ed estera). Il titolo era Le staminali ‘buone’ esistono: ecco come fanno guarire. Il sottotitolo: Dalla cornea alle malattie immuno-ematologiche: trattamenti sicuri, lontani anni-luce da Stamina.  Lo trovate qui oppure qui

Il titolo è chiaro, evidente, non interpretabile. Elena Cattaneo va a dire in Senato, ripetendolo su stampa nazionale ed estera, due cose:

  1. Vi sono delle cellule staminali buone (non quelle cattive di Stamina, per carità)
  2. Queste cellule “fanno guarire”. Non usa il condizionale o altro, usa l’indicativo che è il modo della certezza.

Lo scopo era chiaro: se c’erano le staminali buone non si poteva tollerare un impazzimento giudiziario che autorizzava l’infusione di cellule pericolose. Portando tali argomentazioni al CSM, di lì a poco quelle cellule furono sequestrate ai pazienti che, come da legge 57/2013 non eccepita dalla Corte di Strasburgo, stavano facendo quel trattamento senza aver subito alcun rischio. In barba alla legge, ai proclami sulle malattie sconfitte dalle staminali buone, alla sentenza della Corte di Strasburgo (che, relativamente ai bambini infusi, la Cattaneo leggeva al contrario), ai miglioramenti della qualità della vita dimostrati dai pazienti (che la senatrice includeva nel calderone delle autosuggestioni e dell’effetto placebo). Ragion per cui il CSM avrebbe dovuto prendere provvedimenti contro quei giudici e non solo: i bambini andavano tolti a quei genitori incoscienti, incuranti della salute dei propri bambini (incuranti al punto che, per accudirli, avevano rinunciato persino alla propria professione e respinto le sirene sull’eutanasia che provenivano da alcune “associazioni di pazienti”).

Ieri, con scienziati di fama come Graziella Pellegrini, Luigi Naldini, Alessandra Biffi, Michele De Luca, abbiamo invece voluto parlare «seriamente» di staminali in Senato: un luogo dove si sarebbe dovuto parlare di questo ben prima. Dopo mesi di bombardamento su Stamina – il più grande deragliamento nella storia della medicina italiana da anni – l’abbiamo fatto anche grazie all’indagine conoscitiva su Stamina svolta dal Senato. Sono stati presentati gli unici casi di cura con staminali per tre tipologie di malattia, a cui – va precisato – si arriva non certo attraverso scorciatoie o furberie. I trattamenti sicuri ed efficaci riguardano, oltre al trapianto di midollo, la ricostruzione della cornea, l’uso di staminali ematopoietiche per il trattamento di malattie immuno-ematologiche quali la leucodistrofia globoide cellulare (Gld o malattia di Krabbe), la leucodistrofia metacromatica (Mld) e la sindrome di Wiskott Aldrich (Was), e l’uso di staminali epiteliali per curare le ustioni, ma anche, se trasformate geneticamente, per curare l’epidermiolisi bollosa. 

Inutile dire che quelle terapie, qualora davvero ce ne fossero state, non avrebbero potuto curare neppure uno dei bambini di Brescia, tutti sintomatici. Sull’epidermiolisi bollosa se ne era occupata una giornalista alcuni anni prima. Intitolò il suo articolo Quella cura sparita ove si può rilevare che quella cura non c’era (e non c’è ancora oggi (gennaio 2017) visto che se ne stanno occupando altre strutture).

Sulla metacromatica chiedete ai genitori di Sofia, la bambina di Firenze che sta morendo per tale malattia. Cominciate a leggere questa lettera aperta di Caterina Ceccuti, giornalista, mamma di Sofia. Il 4 gennaio 2017 ha riportato un video (v. QUI) commentandolo così: …di tanto in tanto mi fermo a ripensare a certe promesse che sono state fatte alle famiglie con bambini gravemente malati…e sono grata al Cielo per aver avuto a suo tempo la lucidità di non crederci neanche un istante….sai che delusione proverei oggi rivedendo questo video!!! 

Sono stati presentati gli unici casi di cura con staminali, diceva Cattaneo in Senato.

Sul Krabbe chiedete a me visto che il bambino, oggetto di attenzione da parte della Cattaneo, è proprio mio nipote affetto da quella malattia. Il bambino ha fatto più infusioni di tutti, ancora oggi, dopo 4 anni, è ancora tra noi mentre secondo le previsioni dei centri di malattie rare, considerate le statistiche, avrebbe dovuto lasciarci da due anni. Evidentemente gli sono stati inoculati “detriti” provvidenziali.

Non avevo dubbi che quelle di Cattaneo fossero balle. Tuttavia, solo il 26 gennaio 2015, per lo scrupolo e per non rimproverarmi nulla, scrissi alla dott.ssa Biffi, presente quel giorno in Senato, che così mi rispose: speriamo di arrivare ad uno studio clinico nel giro di 2-3 anni. Ancora oggi, sia per Federico che per Sofia, non c’è cura. Forse fra due anni. I due anni sono ciclici. Se si va indietro di due anni si legge la stessa cosa, idem se si cerca fra gli annunci di quattro anni fa o di sei anni fa. Nel frattempo, nel 2012  sono morti i bambini diagnosticati nel 2010; nel 2014 ci hanno lasciato i bambini diagnosticati nel 2012; quest’anno ci lasciano i bambini diagnosticati nel 2014 o nel 2015. Purtroppo è così: se la malattia è stata diagnosticata nel primo anno di vita, la durata media di vita, secondo la statistica riportata in letteratura, è di due anni.

Ancora oggi, della terapia per mio nipote neppure l’ombra ma solo proclami e annunci che si susseguono ogni due anni. Il 12 aprile 2016 la Fondazione Telethon pubblica un post: oggi vi salutiamo con una bellissima notizia. Il post viene apprezzato con millecinquecento Mi piace e segue l’immancabile invito a donare. Si accenna all’efficacia di un approccio di terapia genica per il Krabbe e si invita a leggere un articolo ove viene riportato: Purtroppo ad oggi non esiste alcuna terapia capace di prevenire o arrestare il decorso della malattia, né di reintegrare le funzioni perse… la nostra strategia è promettente non solo per la cura della malattia di Krabbe, per cui intendiamo passare a una sperimentazione clinica sui pazienti non appena avremo concluso gli altri studi preclinici necessari- prevedibilmente tra 2 anni.

Rileggete cosa aveva detto la Cattaneo in Senato, rivedete come aveva letto la sentenza della Corte Europea, rileggete i numerosi articoli scritti anche su riviste a diffusione mondiale, ripensate al suo intervento presso Napolitano, il ministro della Giustizia, il ministro della Salute, il CSM e traetene le conclusioni!

Un senatore, sia pure di vecchia data, mai avrebbe potuto fare una simile cosa senza un appoggio potentissimo. Mai si sarebbe permesso di chiedere l’intervento del CSM contro l’operato della decisione presa da giudici in seduta collegiale. Mai si sarebbe permessa di sostenere simili assurdità basandole su asserzioni false che addirittura esponeva nel Senato e non in un’osteria.

E chiedeva quasi un salvacondotto “per la scienza”. Riascoltate l’intervista audio (tutte le interviste cominciano e devono cominciare con com’è possibile che). La domanda: Lei trova giusto che siano i tribunali a decidere in tutta questa vicenda?“. Risposta: Ma no, i giudici che decidono cos’è terapia e cos’è non terapia mi sembra il primo atto abominevole… I giudici non devono decidere. Anche se quelle terapie erano state decise dal legislatore o se l’unico studio fatto su quei poveri bambini abbiano evidenziato una migliore qualità della vita.

Il giudice non è, né deve essere necessariamente e contemporaneamente medico, ingegnere, ragioniere, idraulico o altro. Il giudice è una persona che ascolta e decide con saggezza (Iudex ille sapit, qui tarde censet et audit) in tutti i campi, compresa la scienza visto che, come annota Assuntina Moresi nel suo articolo La post-verità degli scienziati, neppure tutti gli scienziati sono anime belle né possono ergersi con purezza al di sopra delle parti: … Ma anche perché gli scienziati non sono anime belle, che si ergono con purezza al di sopra delle parti. Come tutti i comuni mortali, hanno interessi da difendere, appartengono a cordate, gruppi di potere, cercano finanziamenti per le proprie ricerche – a proposito la prima bufala da combattere è quella della libertà della ricerca scientifica. I ricercatori vanno dove sono i finanziamenti, e non esistono ricerche senza soldi, al contrario: un ricercatore è giudicato da quanti soldi porta alla sua struttura di appartenenza, alla faccia della ricerca libera e indipendente. Ma soprattutto, come tutti i comuni mortali, i ricercatori hanno i propri personali convincimenti, che spesso sono filtri (quando non fette di prosciutto su occhi e orecchie) attraverso i quali non c’è dato scientifico che regga.

D’altra parte non è un mistero che ricercatori e scienziati siano al soldo delle case farmaceutiche.

Una rivista indipendente, a diffusione mondiale, valuta tutte le proposte di pubblicazione scartando quelle, numerosissime, dettate da interessi finanziari.   Per quale motivo? Rilevava che la credibilità della scienza moderna si fonda sulla percezione dell’obiettività dei suoi scienziati e la loro credibilità può essere compromessa da conflitti di interesse finanziario (The credibility of modern science is grounded on the perception of the objectivity of its scientists, but that credibility can be undermined by financial conflicts of interest. v. QUI

Con la riforma costituzionale Renzi voleva davvero eliminare completamente il Senato. Incontrò la resistenza della Cattaneo che addirittura vagheggiava un senato composto da “scienziati”, molto probabilmente della sua cordata (non certamente un Ricordi, Ferrari, Villanova). Renzi fu costretto a varare quel pasticciato articolo 70 che causò la bocciatura da parte dei costituzionalisti e degli elettori costringendolo alle dimissioni. Ancora una volta quella inaspettata (e per molti aspetti clamorosa) nomina a senatore a vita era sorretta da una forza contro la quale nessuno poteva competere. Non sarebbe minimamente bastato il carro-attrezzi di cui si sarebbe fornito l’on.le Gasparri per far sparire quel misterioso laticlavio.  Infatti non bastò.

 

Infine, riporto la foto del dottore “indagato”. “Indagato” per aver inoculato staminali che la senatrice definisce “detriti” pur trattandosi delle stesse staminali che indussero il ministro Balduzzi, rassicurato dali direttori dell’AIFA e dall’ISS, a emanare un decreto che consentiva la prosecuzione dei trattamenti. Evidentemente i direttori sapevano che non si trattava di “detriti”.

Su Vannoni può dire quello che vuole, senatrice (so che mi leggerà). Vannoni si mette in situazioni suicide pur essendo grande e vaccinato. Andolina, quel medico “indagato”, definito “luminare” fin dal 1984, pioniere dei trapianti di midollo, senza un euro pubblico, volontario da sempre, ha salvato centinaia di bambini. E non lo ha fatto  in un laboratorio comodo, caldo, ben finanziato ma fra bombe e schegge volanti. A proposito di vite, Andolina non mangia carne, non è capace di nuocere neppure a un qualsiasi animale e, ovviamente, detesta la vivisezione.

Le mani che aiutano sono più sacre delle bocche che pregano (Sathya Sai Baba)

Al lettore segnalo anche questo articolo di Gioia Locati.