Effetti collaterali sui pazienti – I testimoni dell’Accusa

LA CORTE DI CASSAZIONE RIPORTA LE CONCLUSIONI DEL TRIBUNALE DEL RIESAME




  • erano state raccolte plurime denunce di pazienti che avevano avvertito malori dopo il trattamento o notato peggioramenti nel decorso delle rispettive patologie;
  • questo Collegio non è tuttavia esentato dal rilevare che risulta abbondantemente dagli accertamenti … che il cd. trattamento Stamina costituisca un medicinale tecnicamente imperfetto2 e somministrato in modo potenzialmente (e in alcuni casi anche concretamente, v. indicazioni a pag. 31 ordinanza impugnata)3 pericoloso per la salute pubblica4, situazioni di per sé integranti la ricorrenza dei reati di pericolo presunto di cui agli artt. 443 e 445 cod. pen. che fondano il proprium del provvedimento di sequestro preventivo.

Si rende necessario osservare che:

  • negli atti dell’Accusa non c’è traccia di effetti collaterali gravi occorsi a uno solo dei ricorrenti;
  • non si accenna al documento con il quale gli ospedali affermano di aver effettuato 400 infusioni senza effetti collaterali;
  • non si accenna ai rilievi mossi sia dagli Spedali di Brescia che dalla Regione Lombardia in merito alla correttezza delle procedure seguite;
  • i pazienti di cui si parla non hanno avuto alcun rapporto con gli Spedali di Brescia dove sono state sequestrate le cellule;
  • le pagine 30-31-32 racchiudono la congerie sulla inosservanza di una normativa che si supponeva in vigore ravvisando il presunto fumus e periculum in mora e l’imperfezione del medicinale; quella normativa non era in vigore e lo sarà solo dal marzo 2015;
  • nella pagina 31 citata dalla Corte, ma anche nelle pagine 30 e 32 (riportate QUI) ci si riferisce al comunicato 173/12 e non si accenna al comunicato 58/2013 che ne supera l’interpretazione data e fa cadere qualsiasi addebito relativo alla sterilità e vitalità delle cellule.

Nella pag. 31 dell’ordinanza impugnata viene riportato: Agli atti investigativi vi sono plurime denunce di pazienti che dopo le infusioni si erano sentiti male, erano stati ricoverati d’urgenza, oppure avevano notato dei peggioramenti nel decorso della malattia (VILLANI, VONA, NICOTRA, DI STRAVOLA, MANDUCO, FONT- tutti in Faldone 1, pagg. 24, 322, 329, 337, 340, 512).

Un altro classico esempio del modus operandi dell’Accusa che mischia vicende distinte ed estranee.




NESSUNO DI COSTORO È STATO INFUSO NEGLI SPEDALI DI BRESCIA. Dei sei pazienti citati dai giudici di Cassazione, gli ammalati di Brescia (e/o loro parenti) hanno conosciuto solo il signor Vona per averlo visto su Presadiretta per la prima volta e successivamente su tante emittenti pubbliche e private, italiane ed estere, su tutte le testate giornalistiche. Per rendersi conto della presenza mediatica di tale paziente è sufficiente digitare Vona Stamina, mediante un qualsiasi motore di ricerca.

Il 13 gennaio 2014 il conduttore Riccardo Iacona dedicò la sua seconda puntata di Presadiretta al caso Stamina, avvalendosi della collaborazione di Piazza, giornalista di Telethon. Tale puntata, ritenuta faziosa, come furono ritenute quelle sulla pratica vaccinale, sugli OGM, ecc., fu molto contestata dagli ammalati e dai loro parenti. Il conduttore non aveva consultato Sofia, Noemi, Federico, Smeraldina, Ginevra, Gioele, Rita e tutti i pazienti che chiedevano di continuare il trattamento iniziato.

Questo signor Vona si era sottoposto a una infusione ma NON A BRESCIA dove sono state sequestrate le cellule di altri pazienti. L’infusione era stata fatta nel 2008! Brescia comincerà solo alla fine del 2011! Il prelievo era stato eseguito a Carmagnola e non a Brescia! L’infusione era stata eseguita a San Marino e non a Brescia! Cosa c’entra Brescia, il laboratorio di Brescia, le cellule che venivano manipolate in tale laboratorio, i sanitari di Brescia, le cellule dei pazienti di Brescia?

Nei video che riporto, Vona viene intervistato da due differenti conduttori: dal serafico Iacona che conclude il suo dialogo con Vona con “E LUI PAGA” (FU UTILISSIMA QUELLA TRASMISSIONE A RIDARE IMPULSO ALL’ACCUSA) e da Luca Telese che in un puntata di Matrix incalza Vona che ammette “NON HO PAGATO”. Non solo. Si apprende che dopo una infusione (l’unica che fece!) ebbe una crisi epilettica (questo il grave effetto collaterale denunciato) ma si viene a conoscenza che si era sottoposto alla infusione per aver subito in precedenza un ictus cerebrale ma aveva dichiarato “non ho mai avuto alcun disturbo in vita mia”.
Ictus e crisi epilettiche sono sinonimi di buona salute. Se lo dice un supertestimone chiave c’è forse da dubitare?

Dal primo video che riporto si può ascoltare il dialogo tra il conduttore e Vona:

Il conduttore Iacona: …Vannoni passa al preventivo

Carmine Vona: Mi ha detto 27000 euro poi alla fine basta che pagavo subito era sceso a 22

Iacona: ACCETTA PER QUELLA SOMMA e comincia a fare tutto il giro dei pazienti di Stamina. Il prelievo del frammento di cresta iliaca lo fa presso questa villa di cura privata a Carmagnola, alle porte di Torino. E PAGA LUI.

L’infusione la farà a San Marino per cui la domanda è d’obbligo: cosa c’entrano Carmagnola e San Marino con le cellule sequestrate dopo tre anni a Brescia?

In una puntata di Matrix il conduttore Luca Telese intende approfondire. Emerge con chiarezza che il signor Vona aveva subito un ictus e che non aveva pagato (a San Marino le cure erano a carico di Stamina per coloro che non potevano permetterselo. A Brescia erano a totale carico di Stamina, per tutti i malati, poiché la gratuità della cura era prevista dal decreto Turco/Fazio).

Piazza e Iacona furono premiati dal Comitato Premio Giornalistico Omar nella giornata 2015 dedicata alle Malattie Rare. Sono stati premiati, in diverse circostanze e in modi diversi, tutti coloro che hanno portato avanti tale missione fino a raggiungere lo scopo di togliere agli ammalati senza terapia quanto veniva loro offerto.

Non si può proprio dire che tale lavoro fosse disinteressato. Piazza, ad esempio, nel documento appena proposto, scrive: … Racconto del servizio delle Iene e della storia di Sofia e spiego che, da quanto ne sappiamo, sta per arrivare una lettera di Celentano. È una materia delicata – dico accalorandomi al telefono – di quella terapia nessuno sa nulla. Bisogna stare attenti a non dare false aspettative. E poi c’è una ricerca molto promettente”.

Non dice Piazza che quella ricerca promettente riguardava solo ed esclusivamente ammalati asintomatici mentre tutti i pazienti Stamina erano gravemente sintomatici. Sul sito Telethon (Telethon, ovviamente, fu visitata nel corso della trasmissione e furono intervistati i ricercatori), venne annunciato successivamente uno  straordinario risultato: Per la prima volta nel mondo la terapia genica offre concrete speranze di cura per la leucodistrofia metacromatica e la sindrome di Wiskott-Aldrich.

Science pubblicò i risultati ottenuti presso l’Istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica, diretto da Luigi Naldini. Gli stessi furono presentati in occasione della conferenza stampa che si svolse giovedì 11 luglio 2014 all’Istituto San Raffaele.

I genitori di Sofia si erano già messi in contatto con Telethon appena il risultato fu preannunciato in altre sedi. La risposta fu la stessa. Tale terapia non va bene per malati sintomatici (ci si accorge di tali malattie solo quando si manifestano i primi sintomi!). Coloro che dicevano di combattere le false speranze e che avevano fatto sperare Sofia, avevano contribuito a togliere alla bambina le cellule Stamina senza offrirle niente in cambio. E questo ancora oggi mentre aggiorno questi appunti.

Vi propongo alcune riflessioni pubblicate in proposito dal padre Guido. Il file è lungo ma vale la pena leggerlo.