Un comunicato del Ministero di estrema importanza ignorato dall’Accusa

Il ricorso degli Spedali di Brescia contro il provvedimento inibitorio dell’AIFA si concludeva così:

In sintesi, ed in definitiva, è inevitabile il convincimento che il rigore adoperato nell’ambito dell’indagine penale nei confronti di Stamina abbia generato un contesto tale da impedire un atteggiamento più aderente ed equilibrato rispetto alla realtà esistente”.
È in ogni caso significativo, a sostegno della inesistenza delle contaminazioni ambientali affermate e della validità delle procedure seguite dal laboratorio bresciano, richiamare il successivo Comunicato stampa del Ministero della Salute n. 173 del 23 agosto 2012” ( pag. 8 atto di intervento Regione Lombardia)…

Subito dopo, nell’atto viene poi riportato l’intero comunicato del quale si segnala la conclusione

La correttezza della procedura è dimostrata dal fatto che l’analisi della vitalità delle cellule, effettuate presso l’ISS (l’Istituto Superiore di Sanità), su campioni prelevati e trasportati in conformità agli standard internazionali previsti per il trasporto di cellule staminali criopreservate ad uso terapeutico (Standard Jacie FACT,Ed. 5 marzo 2012), è risultata essere del tutto adeguata a qualsiasi uso terapeutico

 In via, si ritiene, risolutiva per il profilo che interessa va aggiunto che recentemente, nel corso del 14 novembre 2012, la competente ASL. accompagnata da funzionari regionali, ha effettuato un’ulteriore ispezione presso il laboratorio di che trattasi, il cui esito ha confermato la sussistenza dei requisiti necessari all’autorizzazione ed all’accreditamento della struttura ai sensi della normativa vigente (pag. 9 intervento regione Lombardia). Un risultato, invero, incompatibile con il giudizio formulato nell’avversata ordinanza di AIFA.

A tal proposito il GUP a pag. 16:

V ANNONI Davide (capo, promotore e organizzatore dell’associazione)

f.2) VANTAVA pubblicamente qualità scientifiche e riconoscimenti ufficiali del metodo stamina, in realtà inesistenti: in particolare – l’esistenza di un giudizio del Ministero della Salute (comunicato stampa n. 173 del 23 agosto 2012) di adeguatezza a qualsiasi uso terapeutico delle cellule prelevate con il metodo Stamina19.

Nella nota 19 riportava: In particolare, artatamente, VANNONI citava, a sostegno della efficacia e vitalità delle cellule prodotte con il c.d. metodo Stamina, la frase contenuta nel comunicato stampa n. 173 del 23 agosto 2012 ”è risultata del tutto adeguata a qualsiasi uso terapeutico”. In realtà, tale frase è palesemente riferita, non già alla asserita vitalità delle cellule prelevate, bensì alla “analisi della vitalità delle cellule effettuata presso l’Istituto Superiore d1 Sanità su campioni prelevati e trasportati in conformità agli standard internazionali previsti per il trasporto di cellule staminali crioconservate ad uso terapeutico (Standard Jacie FACT, Ed. 5, marzo 2012)”, e, dunque, al!a “correttezza della procedura” di “presa visione dei ca1npioni”, “effettuata con le dovute precauzioni e in conformità alla buona pratica di laboratorio e alle norme tecniche in ambito criobiolog1co, al fine di garantire il mantenimento delle caratteristiche biologiche e funzionali delle cellule congelate”

CLICCARE QUI PER LEGGERE IL COMUNICATO 173/2012




La paternità dell’interpretazione spetta agli Spedali e non al solito Vannoni. A parte le interpretazioni del P.M. riprese da tutti fino alla fine, quantomeno si ammette che si tratta di cellule staminali e non di acqua fresca, VACCA BOIA!

Ma la contestata interpretazione fatta dal giudice perde qualsiasi valenza se si legge il successivo comunicato 58/2103 (v. QUI) che, da solo, spazza tante asserzioni sulla pericolosità e pone tanti dubbi sul comportamento altalenante dell’AIFA e dell’IIS. Se quelle  cellule fossero state pericolose come mai l’IIS e l’AIFA rassicurano il ministro Balduzzi che successivamente emana il decreto Balduzzi fino a presentare il disegno di legge che porta all’approvazione della legge 57/2013? Come mai, VACCA BOIA, direbbe Andolina?

Nonostante le cellule staminali non risultassero preparate in conformità alle previsioni di legge (il ministro Balduzzi non si era ancora reso conto della deroga prevista dal D.M. Turco/Fazio come spiegato da lui stesso) e in laboratorio non autorizzato (v. QUI), il Presidente dell’ISS e il Direttore generale dell’AIFA, HANNO COMUNQUE OSSERVATO CHE, SE A SEGUITO DI PRONUNCE DEI GIUDICI VIENE DATO COMUNQUE CORSO ALL’ULTERIORE IMPIEGO DI TALI CELLULE SU ALCUNI PAZIENTI, NON SUSSISTONO SPECIFICHE RAGIONI PER ESCLUDERE CHE POSSANO PROSEGUIRE LA STESSA TERAPIA I DIVERSI PAZIENTI CHE, A GIUDIZIO DEI MEDICI DEGLI SPEDALI CIVILI DI BRESCIA, HANNO AVUTO UN PRIMO TRATTAMENTO, SENZA CHE SI SIANO VERIFICATI EFFETTI INDESIDERATI DI RILIEVO….!!!

Come mai l’Accusa si è soffermata a interpretare il senso del primo comunicato e ha ignorato quest’altro comunicato pur essendo stato prodotto dai ricorrenti?

Avrebbero mai potuto dichiarare l’AIFA e l’ISS che NON SUSSISTONO SPECIFICHE RAGIONI PER ESCLUDERE CHE POSSANO PROSEGUIRE LA STESSA TERAPIA I DIVERSI PAZIENTI... se quelle cellule fossero pericolose???

Una domanda che merita una risposta!

Sulla base di tali rassicurazioni, dopo pochi giorni il ministero pubblicò il comunicato 66/2013: sì a prosecuzione metodo Stamina per pazienti che hanno già avviato trattamenti (v. QUI)

Ogni commento è superfluo!