Fulvio Porta

Coordinatore del progetto di collaborazione con Stamina a Brescia era Fulvio Porta, direttore del Dipartimento di Oncoematologia pediatrica e trapianto midollo osseo pediatrico del Civile. Porta è uno dei cinque medici indagati dalla procura di Torino per associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e per somministrazione di medicinali guasti (pensate un po’!). I medici hanno escluso categoricamente l’offerta di accedere al patteggiamento chiedendo, invece, la totale assoluzione per non aver commesso fatti di cui vergognarsi.




Il 28 maggio 2014, convocato davanti alla Terza Commissione Regionale Lombarda, legge e deposita il suo curriculum che si concretizza con 2100 bambini oncomatologici curati al Civile e 450 trapianti di cellule staminali.

Riporto alcune note su questo professionista che ama l’acqua sporca (sull’argomento sono stati rovesciati fiumi di parole mediante articoli e persino mediante libri; uno di questi, che ha visto come mecenate la senatrice Elena Cattaneo, è intitolato Acqua sporca: un libro su Stamina diverso dal solito (mi sono soffermato qui, alla fine dell’articolo su Andolina).

Fulvio Porta ha iniziato la sua carriera presso il Royal Marsden Hospital di Londra dove è stato coordinatore del Centro Trapianti della Leukemia Unit.

Ha coordinato il Centro di Oncoematologia e Trapianto dell’Università di Pavia dal 1986 al 1990.

Ha aperto poi Brescia il Centro di Riferimento Nazionale per il trattamento mediante cellule staminali delle malattie congenite dell’immnunità (immunodeficienze primitive).

Dirige l’Unità Operativa di Oncoematologia Pediatrica e Trapianto di Midollo Osseo dell’Ospedale dei Bambini di Brescia.




È Presidente Aieop (associazione italiana ematologia ed oncologia pediatrica)

È Segretario del Gruppo Inborn Errors dell’EBMT (Euroepan Bone Marrow Transplant Group)

Ha pubblicato numerosi articoli. Professionalmente era legato a Marino Andolina e con professionisti di chiara fama.

Riporto alcune note dal sito: …opera ormai da vent’anni una struttura diagnostico-assistenziale dedicata ai bambini affetti da tumori e leucemie. Il reparto di Oncoematologia Pediatrica è Centro Regionale di Riferimento, assieme a Pavia e Monza, per l’Associazione Italiana di Ematologia ed Oncologia Pediatrica (AIEOP).
Ogni anno i nuovi casi di leucemie e tumori afferenti al Centro sono 50.
Il Reparto dispone di 20 posti letto in regime ordinario (di cui 9 di Terapia Intensiva); dal momento che il 70% dei bambini guariscono per sempre, ma devono seguire controlli programmati, sono disponibili in reparto altri 5 letti per il Day Hospital. Ogni anno vengono effettuate 10.000 prestazioni ambulatoriali e vengono effettuati 1700 ricoveri in regime di Day Hospital.

Dopo aver letto il curriculum davanti alla Commissione, prosegue:

Stare zitto tutto questo tempo è stato molto doloroso. Questa audizione è la prima opportunità di riferire su una vicenda su cui finora c’è stato un black out informativo di due anni da parte nostra.

Il mio impegno professionale, volto ad assistere disinteressatamente bambini gravemente malati, viene oggi messo ingiustamente in discussione… L’audizione odierna è un regalo, è la mia prima opportunità  di riferire su una vicenda su cui c’è stato un blackout informativo di due anni da parte nostra.

So perfettamente cosa infondo: sono cellule staminali mesenchimali, non veleno di serpente (ndr e nemmeno acqua sporca).

Nelle due provette analizzate dall’Istituto Superiore di Sanità sono state evidenziate cellule mesenchimali, al 90% erano vive, non è stato trovato veleno di serpenti (confermato dalla rassicurazione dell’AIFA e dell’IIS al ministro Balduzzi).

Spiega i passaggi chiavi dell’arrivo di Stamina a Brescia il suo ruolo nell’ambito di una collaborazione tra Azienda Spedali Civili di Brescia e Fondazione Stamina Onulus, nata a seguito di una specifica delibera aziendale e regolata da una formale convenzione.

Stare zitto due anni è stato molto doloroso, io ho operato da professionista: la mia regione (la regione che aveva fatto entrare Stamina negli ospedali  voleva sapere da lui come mai fosse entrata Stamina negli Ospedali!), l’Aifa, e il mio direttore generale mi hanno detto sì e quindi io ho agito. Io sono un soldatino, mi dicono fallo e io lo faccio.




Il direttore generale della mia azienda, dottor Cornelio Coppini (scomparso nel febbraio 2013, ndr), mi confermò di avere avuto un colloquio sul punto con la Regione e, dopo avermi chiesto se vi fosse una mia disponibilità a partecipare al progetto, mi chiese di informarmi presso la direzione generale della Sanità per meglio comprendere la eventuale fattibilità.

Porta ha precisato che in Regione, il 20 aprile 2011, gli venne spiegato che una metodica come quella di cui si discuteva, consistente nella produzione di cellule staminali mesenchimali e nella loro successiva infusione per via endovenosa, poteva essere applicata in forza della legge Turco-Fazio a casi compassionevoli e previo parere favorevole del Comitato etico aziendale.

Al mio ritorno aggiornai il dg Coppini, il quale mi disse che avrebbe fatto svolgere agli uffici competenti, tra cui l’ufficio legale, tutti gli approfondimenti necessari. Il 9 giugno 2011 l’Ente adottò una formale delibera con la quale si dava atto della “volontà di porre le premesse per un possibile ricorso alla terapia cellulare somatica” e veniva individuato come possibile collaboratore la Stamina Foundation. A seguito di una comunicazione ricevuta dall’ente con cui l’Aifa (in persona del dott. Tomino) comunicava che non si ravvedevano ragioni ostative al trattamento e alla luce del parere favorevole espresso il 6 settembre 2011 dal Comitato etico, l’ente sottoscrisse una convenzione con Stamina.

Porta riceveva il compito di sottoporre il foglio informativo e i consensi informati ai genitori dei pazienti pediatrici e di condurre, in qualità di coordinatore, la collaborazione in questione. «Con le modalità stabilite — prelievo delle cellule dal donatore, preparazione delle cellule ad opera degli operatori di Stamina nel laboratorio Cellule Staminali e ricovero del paziente in anestesia e rianimazione.

Dopo il provvedimento inibitorio dell’AIFA, sulla scorta degli ordini dei magistrati e in applicazione della legge Balduzzi sono stati trattati fino a febbraio 2014 37 pazienti. A partire dal blocco dell’Aifa non sono più stato medico prescrittore.

Io ho operato da professionista: la mia Regione, l’Aifa, il mio direttore generale mi hanno detto di fare e io ho agito. Io sono un soldatino, mi dicono fallo e io l’ho fatto.

Dalla relazione di Porta emerge chiaramente il ruolo della Regione: aveva organizzato una commissione per capire chi avesse fatto entrare Stamina negli Spedali e si giunse alla conclusione che gli incontri, a partire dal primo, erano avvenuti proprio in Regione!

Poi le conclusioni senza conclusione: Il coordinatore del centrosinistra in consiglio, Umberto Ambrosoli, si rivolse a Mantovani ritenendo che fosse il caso che l’assessore lombardo alla Salute aprisse i cassetti che fino ad allora erano stati chiusi: Mantovani ha sempre detto che non c’è stato alcun rapporto diretto tra Stamina e la direzione generale Sanità e che non c’è stato nessun atto in questa direzione. Dunque si tratta di una circostanza nuova che apprendiamo solo ora. L’assessore Mantovani: Qui non solo abbiamo aperto i cassetti, abbiamo aperto anche gli armadi. Su mandato della giunta a gennaio è stata elaborata una relazione sulla base delle evidenze documentali ed oggettive fornite dalla Direzione Generale. Relazione e relativi documenti già consegnati, nell’ottica della massima trasparenza, ai componenti della Commissione di indagine conoscitiva e che hanno confermato quanto più volte dichiarato: nessuna autorizzazione risulta essere mai stata chiesta e nessun provvedimento autorizzativo risulta essere stato mai rilasciato da Regione Lombardia riguardo all’avvio della collaborazione tra Stamina Foundation e Spedali Civili di Brescia.

È proprio il caso di ricordare come sbottò al riguardo delle Commissioni l’ex ministro Fazio davanti alla Commissione Indagine Senato: Signora Presidente, a mo’ di commento personale sul discorso dell’insediamento dei comitati in generale, posso dirle che in questo Paese, quando c’è qualche problema, si costituiscono commissioni e comitati. È una prassi abbastanza curiosa, a mio avviso, che ho sempre cercato di non seguire.




  • Sulla base dei documenti acquisiti la conclusione è semplice:
    L’autorizzazione non era stata data per il semplice fatto che, trattandosi di terapie individuali e non di sperimentazione, non veniva richiesta alcuna autorizzazione né dalla regione e neppure dall’AIFA (e si è sostenuto il contrario);
  • Il primo paziente a sottoporsi alle infusioni, fu il vicario della sanità lombarda che più volte ha dichiarato di aver conseguito benefici e, di proprio pugno, pubblicò addirittura un articolo esaltando le proprietà terapeutiche delle staminali;
  • Gli ospedali di Brescia vantano oltre 80.000 ricoveri l’anno;
  • Il dott. Porta è un professionista apprezzato in tutta Europa e sarà del tutto improbabile per l’Accusa sostenere che infonda materiale pericoloso confondendo il PRODOTTO FINALE (che non è SEGRETO!) con il METODO (questo sì che è segreto);
  • Sul prodotto finale, sulla vitalità e sterilità delle cellule ci sono sempre l’AIFA, l’IIS e il Ministero che ne sanno qualcosa!