AIFA – Mario Melazzini – malato SLA e direttore dell’AIFA

Mario Melazzini, primario del day-hospital oncologico Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia, si ammala di SLA dal 2002. Tutti noi lo abbiamo visto più volte in TV, seduto su una sedia a rotelle, legato da capo a piedi.

La SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica, è un’altra terribile malattia. I muscoli pian piano si paralizzano e si perde la capacità di camminare, deglutire, parlare, respirare, fino alla paralisi totale e alla morte entro 5 anni.

L’80% dei pazienti decede entro tre anni dal momento della diagnosi dichiarò lo stesso Melazzini in una intervista del 2007 rilasciata alla Rivista Maria Ausiliatrice. Melazzini si è fatto conoscere tramite i media cattolici: TV2000, Avvenire, Riv. Maria Ausiliatrice, San Paolo Edizioni, ecc,).

Melazzini Il dottore, però, non demorde fino a ideare e costruire con i suoi amici il Nemo, centro clinico all’avanguardia per le malattie neuro-degenerative presso l’ospedale Niguarda a Milano. Qui, dopo tanti studi, riesce nel suo intento. Applica il suo metodo su se stesso e le sue condizioni di vita cominciano a migliorare. Siamo nel lontano 2011. Leggete qui

Melazzini Mario Ncd

I malati di SLA, il 24 ottobre 2013 manifestavano a Roma davanti al Ministero Economia e Finanza. La manifestazione era stata organizzata dal Comitato 16 Novembre Onlus, lo stesso Comitato che aveva trascinato in Tribunale il dottor Melazzini chiedendo che la sua terapia venisse applicata a tutti i malati SLA. In tale circostanza moriva Raffaele Pennacchio e fu intervistato il dott. Melazzini. Dal video si può constatare che appare in forma, con un aspetto diverso da come siamo stati abituati a vederlo in televisione.

Video 01 Sla – Dopo la morte di Raffaele Pennacchio il punto di vista di Mario Melazzini

 

In seguito a pressanti richieste, il dottore invia una lettera al Comitato. Descrive la sua vicenda; le sue estreme condizioni di vita immediatamente dopo la diagnosi nel 2003: Sono arrivato al trattamento con un quadro di tetra paresi spastica, disfagia per solidi e liquidi (avevo posizionato già la peg), insufficienza respiratoria restrittiva (utilizzo della NIV 12-14 h al giorno; gli esiti infausti di una malattia che, come descrive il dottore, degenera in caduta libera; la sua lotta contro tutto e contro tutti per poter applicare su di sé una terapia che aveva protocollato; la sperimentazione del suo protocollo iniziata nel 2011; l’arresto della malattia; i miglioramenti che ha avuto. Cliccate qui.




Eppure, nonostante il passato appena accennato, il dottore fa spallucce sulla richiesta di applicare il suo metodo su malati che si trovano nelle sue condizioni iniziali (era andato in Svizzera per sottoporsi all’eutanasia) come cura compassionevole. E da parte dei solerti media cattolici, che lo hanno sempre ospitato e continuano a farlo, neppure una parola su tale aspetto della vicenda.

Da malato SLA, Melazzini è stato nominato Dirigente presso la DG Sanità di Regione Lombardia. Si è candidato nel PDL confluendo nel partito della Beatrice Lorenzin. È  stato eletto consigliere regionale. Dall’ottobre del 2012 è stato assessore alla Sanità della Regione Lombardia. Nel gennaio 2016, nominato alla presidenza di Aifa, ha consegnato al presidente Roberto Maroni la lettera di dimissioni dall’incarico di assessore all’Università, Ricerca e Open Innovation della Regione Lombardia non rinunciando però alla carica di consigliere regionale.

Addirittura ha accettato l’impegnativo compito di presidente dell’Aifa. E qui non ha esitato a difendere il suo direttore Luca Pani (al quale subentrerà) impedendo di fatto che questi restituisse 647.000 euro di compensi extra percepiti rispetto al tetto da 240mila euro stabilito per il pubblico impiego. Si legge in una interrogazione parlamentare che il dottor Giovanni Torre il 29 agosto 2016 notificò al dottor Pani la nota di debito dei 647.000 euro, intimandogli la restituzione della somma entro il termine tassativo di 15 giorni, pena la riscossione forzata dell’importo. Il solerte dirigente fu contestato dal presidente Melazzini che con una nota del 31 agosto giudicò “intempestiva” la notifica, nonostante questa fosse stata trasmessa 4 mesi dopo la delibera votata all’unanimità dal consiglio di amministrazione. E il povero dott. Torre, il giorno dopo, fu allontanato dall’Agenzia, mediante revoca unilaterale da parte dell’Aifa del comando triennale disposto dall’istituto di provenienza (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia).

Pur presente e operativo nella presidenza AIFA, risultava malato al Pirellone ove inviava certificati medici per riposo continuativo e dava adito ad alcuni giornali di pubblicare titoli come questo: Agenzia del farmaco, non è permesso accedere agli atti sui rimborsi spese del presidente Melazzini. Si parla di 95.000 euro in sei mesi.

Ma sembra che ai media cattolici tutto questo interessi poco. Figuriamoci poi se devono prendersi la briga di intercedere per i malati SLA presso un ex presidente dell’associazione SLA che avrebbe dovuto terminare i suoi giorni oltre 10 anni fa e oggi, invece, svolge compiti che richiedono energie di un giovane.