VS_Autorizzazione Aifa – Le competenze Aifa – Pubblicazioni dati scientifici

L’AUTORIZZAZIONE DELL’AIFA NON ERA RICHIESTA

Rilievo della Cassazione: Il Tribunale del Riesame di Torino aveva osservato che nessuna autorizzazione alla relativa fabbricazione era stata rilasciata dalla Agenzia Italiana del Farmaco 

È bene precisare subito che le terapie individuali non necessitavano di alcuna autorizzazione da parte dell’AIFA. L’autorizzazione sarà richiesta solo dal marzo 2015 con la pubblicazione del decreto Lorenzin che abrogherà il d.m. Turco/Fazio.

Davanti alla Commissione (Senato della Repubblica – XVII Legislatura 12ª Commissione Res. Sten. Audizione Senato del 12.2.2014),  Elena Cattaneo chiede a Ferruccio Fazio (il ministro che reiterò il decreto Turco):

Professore, ci può ulteriormente confermare che il decreto Turco-Fazio non prevede alcuna autorizzazione da parte di AIFA, ma solo l’indicazione del possesso dei requisiti mediante autocertificazione?

Il Prof. Fazio risponde lapidario: Il decreto Turco-Fazio non prevede alcuna autorizzazione ministeriale né dell’AIFA.




Davanti alla stessa Commissione (Senato della Repubblica – XVII Legislatura 12ª Commissione Res. Sten., 12 marzo 2014), l’on.le prof. Renato Balduzzi, espone la normativa ribadendo che la normativa in vigore fosse il D.M. Turco/Fazio ( prima delle legge 53/2013 fatta ad hoc per i pazienti di Brescia) che prevedeva i casi i casi in cui era ammessa l’utilizzazione di medicinali per terapia cellulare somatica privi dell’autorizzazione in commercio prevista per i medicinali industriali.:

Dobbiamo certamente partire – come la Commissione ben sa – dal cosiddetto decreto Turco del 5 dicembre 2006. In quel momento presso l’Unione Europea si stava discutendo la proposta di Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sui medicinali per terapie avanzate che la Commissione europea aveva depositato un anno prima, alla fine del 2005. In quella circostanza, il Ministro della salute dell’epoca adottò  un decreto volto a introdurre – come si legge nelle premesse del provvedimento – «norme transitorie per l’impiego dei medicinali per terapia genica cellulare nelle more della entrata in vigore del detto Regolamento». Nel decreto si specificavano i casi in cui era ammessa l’utilizzazione di medicinali per terapia cellulare somatica privi dell’autorizzazione in commercio prevista per i medicinali industriali.

Come mai l’Accusa, fino alla Cassazione, hanno applicato la normativa comunitaria senza tener conto della disposizione transitoria del D.M. 5 dicembre 2006, in deroga alla normativa comunitaria? 

Lo stesso Direttore AIFA, sia pure tardivamente, lo ammette soltanto il 23 gennaio 2014 con un pubblico comunicato in risposta alle Iene. Se ne riporta il punto 2.: L’AIFA non ha mai autorizzato i trattamenti secondo il “metodo Stamina”, anche perché nessuna autorizzazione è prevista dal Decreto del Ministro della Salute Turco Fazio del 5 dicembre 2006.

L’ambiguità è riscontrabile al punto 1. di questo stesso comunicato: L’AIFA comunicò prontamente all’Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia – che a giugno del 2011 chiedeva chiarimenti sulla possibilità di utilizzo di cellule staminali prodotte secondo la “metodica Stamina” presso il proprio Laboratorio di cellule staminali – che tale utilizzo non poteva essere autorizzato in quanto, dai dati disponibili, non risultava che le cellule prodotte con “metodo Stamina” fossero ottenute nel rispetto delle NORME DI BUONA FABBRICAZIONE (GMP).




Non è pertinente il riferimento a norme GMP la cui osservanza, come vedremo, viene esplicitamente esclusa dal D.M. Turco Fazio mentre è applicabile alle sperimentazioni disciplinate dal D. Lgs. 24 giugno 2013 n. 211 oltre che alle produzioni industriali disciplinate dal D. Lgs. 24 aprile 2006 n. 219.v. QUI

L a fabbricazione in GMP sarà esplicitamente richiesta a partire da marzo 2015 con il citato decreto Lorenzin.

LE COMPETENZE DELL’AIFA E PUBBLICAZIONE DATI SCIENTIFICI

È opportuno precisare inoltre che il D.M. 5 dicembre 2006, in deroga alla normativa vigente sulle terapie avanzate, stabilisce che l’unico adempimento da osservare nei riguardi dell’AIFA consisteva nella trasmissione di autocertificazione del possesso dei requisiti da parte dell’Azienda Ospedaliera e l’unico compito dell’AIFA consisteva nell’aggiornamento dell’elenco relativo ai medicinali considerati scientificamente e clinicamente consolidati (D.M. 5 dicembre 2006, art. 1, comma 4 lett. a). NULL’ALTRO.

È abbastanza esplicito il prof. Ferruccio Fazio, già Ministro della Salute, quando nella stessa audizione esplicita lo scopo per cui sono state create le agenzie regolatorie: I meccanismi attuali delle agenzie regolatorie, dall’EMA all’AIFA, sono stati messi in piedi per assoluta necessità perché il Big Pharma è un grandissimo problema in cui sono coinvolti enormi interessi, la salute dei pazienti e cifre che possono mettere addirittura in pericolo la sostenibilità dei sistemi sanitari e dei Governi stessi.
La sua delusione è facilmente condivisibile visti gli scandali continui che, di solito, non vengono individuati dalle agenzie regolatorie come dovrebbero ma da medici onesti, ricercatori scrupolosi, ecc. Le cronache sono stracolme di tali episodi.

Una delle condizioni previste dal d.m. Turco/Fazio è riportata, come già detto, all’art. 1, comma 4 lett. a) a condizione che siano disponibili dati scientifici che ne giustifichino l’uso, pubblicati su accreditate riviste scientifiche internazionali.

Per l’attuazione al detto decreto veniva previsto che il Direttore Generale dell’AIFA, sentita la Commissione consultiva tecnico-scientifica della stessa Agenzia (art. 1, c. 3) avrebbe dovuto predisporre un elenco relativamente ai medicinali “considerati scientificamente e clinicamente consolidati”.

In attuazione di tale previsione sono state adottate, da parte del direttore generale dell’AIFA, due determinazioni, in data 21 giugno e 6 agosto 2007, che hanno elencato le tipologie di terapie consolidate da almeno due anni (Determina AIFA 21.6.2007Determina AIFA 6.8.2007). Determina AIFA 6.8

Ecco quanto viene riportato sulla Determina 1: Art. 1 -Ai sensi dell’art. 1, comma 3, del Decreto del Ministero della salute 5 dicembre 2006, citato in premessa, sono indicati, nell’allegato 1 della presente determinazione, che ne costituisce parte integrante, gli impieghi di medicinali per terapia cellulare somatica, considerati clinicamente e scientificamente consolidati. L’art. 2 precisa che l’allegato di cui all’art. 1 può essere sottoposto a revisione con cadenza periodica.

L’Allegato 1 ha come titolo: Lista delle tipologie di terapia cellulare somatica consolidate da almeno 2 anni. Segue un lungo elenco, ed eravamo nel lontano 2007: “Pelle espansa in vitro” – “Cartilagini artificiali” – “Prodotti antitumorali a base di cellule” , ecc.

In riferimento alle cellule staminali impiegate per le cure compassionevoli de quo evidenzio quanto segue:

La stessa EMA, Agenzia Europea del Farmaco, attesta, in un documento diramato il 14 gennaio 2011, che le CSM sono già usate in terapia umana e non indica alcun addebito circa la sicurezza: Cellule mesenchimali / stromali ed ematopoietiche sono già usate in terapia umana; B) Cellule staminali embrionali o cellule staminali pluripotenti indotte (quelle del Nobel) sono poco o per nulla applicate in terapia umana. Elevato rischio tumore ed instabilità cromosomiale; C) Cellule embrionali ed ematopoietiche vanno valutate per HLA e necessità di immunosoppressione.

Lo stesso Ministero della Salute, sin dal 2000, è consapevole delle potenzialità che esprimono le cellule staminali adulte. Infatti, nella citata Relazione della Commissione di studio sull’utilizzo di cellule staminali per finalità terapeutiche, una Commissione ministeriale insediatasi il 20 settembre 2000 come da Decreto Ministeriale del 6 settembre 2000, si riporta:

Le cellule staminali adulte provvedono al mantenimento dei tessuti in condizioni fisiologiche ed alla loro riparazione in seguito a un danno; questa capacità riparativa non è illimitata a giudicare dalle patologie che compromettono la funzione degli organi, nonostante il tentativo di rigenerazione. Tali cellule erano fino a pochi anni fa considerate tessuto-specifiche poiché si riteneva che fossero specializzate nel generare cellule mature tipiche del tessuto in cui risiedono. In realtà studi recenti hanno mostrato un’inattesa plasticità delle cellule staminali adulte.

Come discusso esaustivamente, l’utilizzo delle cellule staminali apre orizzonti terapeutici di notevole portata, per esempio malattie neurodegenerative su base genetica, traumatica, ischemica, o conseguente all’esposizione a farmaci o sostanze tossiche, oltre all’utilizzo delle medesime come vettori cellulari per terapia genica di malattie metaboliche e di tumori.

Centinaia di studi attestano l’efficacia terapeutica delle cellule staminali mesenchimali (CSM) in molte malattie comprese quelle neurodegenerative. Per cui il rilievo della Cassazione circa il ritiro del brevetto perde di consistenza in quanto IL DECRETO TURCO/FAZIO NON RICHIEDEVA ALCUN BREVETTO ma esplicitamente consentiva terapie non sperimentate. Bisogna ricordare, almeno ogni tanto, che vice presidente della Stamina era il dott. Marino Andolina, pioniere di trapianti di cellule. Era sufficiente la presenza di una tale personalità, che con le staminali non aveva un’esperienza di due anni ma un’esperienza ultraventennale, per dare credibilità al progetto. 

A tal proposito la Cattaneo chiese a Fazio durante l’audizione del 12 febbraio 2014:

Professor Fazio, approfittando della sua grande competenza di professionista del settore, vorrei chiederle se il suddetto primo requisito, previsto dal decreto Turco-Fazio, ossia la necessità di una documentazione scientifica pubblicata su riviste accreditate, non possa essere in realtà un elemento facilmente bypassabile. Mi chiedo, cioè, se sia sufficiente questo per eseguire questi trattamenti nell’uomo, anche nel singolo individuo, nel singolo caso… In altri termini, può una pubblicazione scientifica essere sufficiente per ottenere quel requisito?

Fazio
Condivido naturalmente la sua preoccupazione, senatrice Cattaneo, ma vorrei ricordare il milieu, ossia le condizioni, da cui è nato il decreto Turco. Vi erano allora e vi sono tuttora nel Paese (al Nord, al Sud e al Centro) laboratori di ingegneria genetica in cui si testano terapie mediche sperimentali non a fini di lucro. Questo decreto ha voluto colmare un vuoto, riempito anche con la legge comunitaria, dicendo che se esistono queste terapie di salvataggio e un paziente (il fine compassionevole è stato usato malamente) versa in gravissime condizioni è consentito ricorrervi.

Ma Cattaneo da quell’orecchio non riusciva a percepire lo scopo del decreto Turco/Fazio e concluse la sua missione ottenendo il sequestro delle cellule lasciando il vuoto totale.

Riguardo alle pubblicazioni lo stesso nuovo decreto che recepisce la normativa comunitaria non richiede pubblicazioni da parte di chi effettua la terapia ma unicamente I DATI DI SICUREZZA ED EFFICACIA PROVENIENTI DA SPERIMENTAZIONI CLINICHE EVENTUALMENTE DISPONIBILI.




E nel Documento approvato dalla XII Commissione Permanente il 18 febbraio 2015, a pag. 148   (Revisione del decreto Turco/Fazio) si riporta riguardo alle Pubblicazioni: …la Commissione evidenzia che il decreto Turco-Fazio, nel riferirsi ai criteri di «scientificità» (che dovrebbero essere contenuti in tale dossier) di un trattamento per uso individuale ravvede all’articolo 1 la sola disponibilita` di «dati scientifici, che ne giustifichino l’uso, pubblicati su accreditate riviste internazionali».Tale criterio risulta ambiguo. Il caso della recente pubblicazione (poi retratta) circa il preteso trattamento Stamina, su una rivista coreana e da parte del Dott. Andolina, prefigura il rischio che qualsiasi pubblicazione su qualsiasi rivista «scientifica » internazionale possa fungere da preteso «accreditamento» o comunque possa aprire ad un contenzioso (presumibilmente anche con la stessa rivista scientifica sulla circostanza dell’essere più o meno «accreditata»).

Bene, il criterio risulta ambiguo e la Cattaneo chiede una revisione del decreto Turco/Fazio. Su Andolina, però, può stare tranquilla, per fortuna in Italia abbiamo bravi farmacisti (come lo è Cattaneo) e bravi medici come lo è il dott. Andolina che sulle cellule staminali non è stato secondo a nessuno. Il suo studio fu effettivamente ritirato per una svista ma fu subito ripubblicato, v. QUI. Poi, chi ha tempo, può anche andare a leggere la sua vasta produzione derivante dalla sua esperienza di medico internazionalmente riconosciuto, magari cominciando da QUI. Sul suo vizio innato a soccorrere i bambini pur tra le bombe la senatrice farebbe bene a leggersi questo libro o a fare qualche viaggio con lui per vederlo in azione.

Credo che possa bastare.