VS_1c Sequestro delle cellule – l’ impianto accusatorio si espone a censura sotto diversi profili risultando illegittimo e aberrante

L’impianto accusatorio è fondato su una interpretazione della normativa comunitaria a dir poco stravagante visto che non era applicabile fino a quel momento alle terapie individuali, anzi la stessa normativa le escludeva dal proprio ambito di applicazione.




Risulta altresì fondato su dichiarazioni di ricercatori, riprese dai giornali. Si tratta di nomi notissimi ai pazienti, notissimi agli organi di stampa nazionale e internazionale ai quali si sono rivolti fin dall’inizio per demolire e cancellare il trattamento de quo ricorrendo anche ad insulti, calunnie e, come si dimostrerà, a falsità e alla diffusione di false speranze. Risulta agli atti del sequestro che alcuni hanno persino collaborato direttamente con la Procura! Non credo che l’ex P.M. Guariniello possa giurare sulla loro imparzialità, sulla loro neutralità rispetto a un possibile conflitto di interesse. Risulta poi che questi stessi, a processo concluso, hanno litigato per spartirsi i 3 milioni previsti per la sperimentazione Stamina impedita e mai iniziata ignorando e calpestando la legge 57/2013 che l’aveva prevista.

Si è ben guardato, l’ex P.M. Guariniello, di ascoltare scienziati di concreta, riconosciuta fama mondiale che, invece, avrebbero potuto dargli informazioni tanto utili che sarebbero state determinanti. Non c’è, ad esempio il nome di

Camillo Ricordi che gli avrebbe potuto ricordare tante cose. Ad esempio, che aveva già spiegato la differenza fra conoscenza del metodo e conoscenza del prodotto finale. Già questo gli avrebbe impedito di formulare una serie interminabile di addebiti che porteranno al sequestro, alla sua conferma inducendo in errore persino la Cassazione, avrebbe impedito ai suoi consiglieri di parlare di metodo segreto e, conseguentemente, di intrugli, di medici che si rifiutavano di infondere materiale segreto e di tanti dietrofront forzati.

Se solo avesse letto questo comunicato del prof. Ricordi (di cui i suoi collaboratori dovrebbero esserne a conoscenza) avrebbe dovuto risparmiare l’addebito alla Molino che riporto da Atto GUP:




h) SOMMINISTRA V A e/o FACEVA SOMMINISTRARE ai pazienti preparati

senza conoscerne natura, implicazioni, potenzialità, rischi, e, infatti – in seguito al parere espresso in data 11 settembre 2013 dal Comitato Scientifico della Sperimentazione di cui all’art. 1 del D.M. 18 giugno 2013, nominato con D.M. del 28 giugno 2013 – congiuntamente a Molino Erica richiedeva a Camilla Ricordi (nella dichiarata qualità di Professore di Chirurgia, Direttore del Diabetes Research Institute e del Centro Trapianti Cellulari dell’Università di Miami, fondatore di una Onlus denominata THE CURE ALLIANCE con la sede a Miami e con la finalità di promuovere collaborazioni internazionali per la ricerca di cure per malattie incurabili) di procedere ad una completa caratterizzazione del proprio preparato sotto diversi profili (immunofenotipo, caratterizzazione molecolare, caratterizzazione funzionale, sicurezza del prodotto), e ciò malgrado ormai da anni un numero elevato di pazienti venisse trattato ed altri continuino tuttora ad essere trattati con un prodotto dunque ‘ignoto’;

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Non c’è neppure il nome Mauro Ferrari che, oltretutto, era stato designato Presidente del secondo Comitato Scientifico.

Se il PM lo avesse consultato, sarebbe venuto a conoscenza di tanti aspetti della vicenda, tutti estremamente interessanti. Avrebbe dovuto dedurre, tra l’altro, che per dar forza alla credibilità delle proprie tesi accusatorie non avrebbe dovuto riportare il parere del primo Comitato Scientifico visto il 4 dicembre 2013 era stato sconfessato per “mancanza di obiettività e imparzialità” dal sconfessato dal TAR Lazio.

Non c’è neppure John Bach o di Marcello Villanova o di altri ,,  proiai dottoriai o i suoi collaboratori Luca Pani e Elena Cattaneo. Già, Elena Cattaneo. Nell’ordinanza del Tribunale del Riesame del 15 settembre 2014 è riportato a pag. 5: “Gli inquirenti effettuavano ulteriori accertamenti anche con l’ausilio della scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo”. Non c’è che dire sulla senatrice. Sempre presente in prima linea in questa vicenda, dall’inizio alla fine).